Macromonitor – 10/2/2013

Settimana di flessioni per i mercati azionari ed allargamento degli spread periferici dell’Eurozona, in attesa di valutare se e come gli investitori debbano modificare la propria asset allocation. Euro in ripiegamento dopo le parole di Mario Draghi.

A inizio anno le condizioni apparivano mature per una rotazione di portafoglio, in uscita dall’obbligazionario, a causa di posizioni molto pesanti da parte degli investitori ed attese di imminente conclusione della fase di eccezionale espansione monetaria da parte delle banche centrali. Specularmente, le relativamente basse percentuali di possesso del mercato azionario suggerivano la possibilità di acquisti, anche alla luce di attese di recupero degli utili, in parallelo alla ripresa. Le previsioni di crescita non hanno finora confermato le motivazioni per questa riallocazione di portafoglio. Malgrado ciò, le aspettative hanno comunque inciso sui movimenti di mercato, con un forte rally dell’azionario, un rialzo dei rendimenti dei titoli di stato ed un andamento stazionario o lievemente cedente per le obbligazioni societarie, che ha interrotto la correlazione positiva tra azionario ed obbligazioni corporate che aveva invece caratterizzato gli ultimi tre anni. Alla base di tale rottura è stata, verosimilmente, la pubblicazione delle minute della Fed, lo scorso 3 gennaio, che hanno indotto a ritenere che l’easing quantitativo potesse terminare nel secondo semestre di quest’anno, causando timori negli investitori in obbligazioni societarie. Come detto, serviranno comunque evidenze di tale ritorno alla crescita, e quindi di termine dell’espansione monetaria, che ad oggi continuano a latitare.

Sul mercato dei titoli di stato, in settimana rendimenti in flessione con Germania in recupero dopo che il presidente della Bce, Mario Draghi, ha ridimensionato le attese per un robusto rimborso anticipato dei prestiti LTRO alle banche. Tra i periferici, Italia e Spagna ancora sotto pressione ma Irlanda in forte recupero dopo aver concluso positivamente la ristrutturazione del finanziamento alle proprie banche fallite da parte della propria banca centrale, con una operazione di allungamento delle scadenze e riduzione del tasso cedolare che sostiene significativamente la liquidità del paese ma non particolarmente la sua solvibilità.

Sul mercato azionario si è registrato il primo calo settimanale di quest’anno, con i titoli europei a guidare i ribassi, dopo che Draghi nel corso della conferenza stampa della Bce ha espresso preoccupazioni per la crescita. Questa situazione rimette in discussione le ipotesi di sovraperformance del mercato europeo rispetto a quello statunitense.

Sul mercato obbligazionario a spread si è verificato in settimana un ulteriore allargamento, con l’Europa che ha fatto peggio degli Stati Uniti. Alcuni mercati si trovano oggi con livelli di spread più ampi rispetto a inizio anno. Le survey evidenziano il desiderio degli investitori europei di tagliare l’esposizione all’asset class, mentre gli investitori statunitensi sono vieppiù pessimisti sui livelli di spread.

Sul mercato dei cambi, febbraio è iniziato con una parziale inversione dei movimenti di gennaio. L’euro ha restituito circa la metà del proprio rafforzamento nel primo mese dell’anno, lo yen circa un quarto delle proprie perdite ed il franco svizzero metà delle proprie, in un movimento correttivo che appare aderente ad una migliore valutazione della realtà. La Bce ha segnalato, giovedì scorso, che la liquidità in eccesso resterà ampia (sopra i 200 miliardi), malgrado i rimborsi anticipati dei prestiti LTRO da parte del sistema bancario. Questo limiterà l’ascesa dei tassi a breve termine, riducendo il potenziale di apprezzamento dell’euro. Il G20 della settimana prossima è atteso ad una valutazione della situazione sullo yen, e Tokyo potrebbe essere criticata per la rapidità e la volatilità del movimento, qualcosa che il governo Abe ha in parte già riconosciuto. Lo yen potrebbe quindi rafforzarsi nel breve termine, senza contare che la reflazione al livello del 2 per cento di prezzi al consumo potrebbe rivelarsi velleitaria.

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