Soffro lo spread

«I livelli più alti sono il frutto del nervosismo della Borsa e degli spread. Nulla di drammatico rispetto a quello che abbiamo visto nei mesi scorsi, nelle settimane scorse, se ricordiamo che a luglio scorso i livelli di spread sono andati a 536 (e c’era il governo Monti), perché sembrava che la Grecia uscisse dall’euro. Ricordiamo però che questo spread non influisce in nulla, al momento, sul nostro debito pubblico. Bisognerà aspettare l’asta di fine dicembre per vedere quanto questo nervosismo dello spread di questi giorni influirà sui rendimenti. Calma e gesso, dunque. Non dipendiamo né dallo spread né dal ricatto del sistema finanziario internazionale»Renato Brunetta (Ansa, 10 dicembre 2012, spread a 350)

«Abbiamo vissuto felicemente per anni senza preoccuparci dello spread, che è una invenzione di due anni fa. Lasciamolo stare. Va bene calcolare gli interessi che il Tesoro paga, ma non confrontiamoci sempre comunque con la Germania. Non ha importanza. Ne abbiamo fatto sempre a meno. Continuiamo a farlo. Non esiste» – Silvio Berlusconi (Ansa, 26 febbraio 2013)

«Il segretario del Pd, dopo il giochino del giaguaro ci ha imposto quello del piccolo esploratore, mancavano solo gli ultrà delle curve e i fans dei Pooh. Il risultato del fiasco è lo spread che va su, ormai a 360, e l’economia che va giù» – Renato Brunetta (Ansa, 28 marzo 2013)

Però dovete decidervi, ragazzi. Altrimenti chiederemo a Grillo e Casaleggio di assegnarvi dei portavoce.

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