Un paese che sta male

A nemmeno ventiquattr’ore dall’annuncio ufficiale, abbiamo già una forma di ribellione conclamata contro la cancellazione integrale dell’Imu sulla prima casa. E non si tratta della ribellione di un volontario delle feste della ex Unità, colto a imprecare mentre cucina salamelle, bensì del vice ministro dell’Economia, Stefano Fassina. C’è qualcosa di profondamente malato, in questo paese, ma neppure questa è una notizia.

Per ora, Fassina invoca il pagamento della seconda rata Imu per ottenere copertura per la cancellazione dell’aumento Iva, i pidiellini replicano che anche per l’Iva andranno trovati i soldi, e la giostra riparte. Il problema è che, se i soldi per l’Iva dovessero essere “creati” come per la seconda rata Imu, cioè rinviando la resa dei conti alla legge di stabilità, ci troveremo ad avere un micidiale ingorgo psicotico-fiscale di fine anno, con serio rischio di scadimento della qualità delle coperture, che non potrebbe passare inosservato agli occhi dell’Unione europea. La vera vittima di questa allucinazione collettiva resta la possibilità di attuare una riforma organica del catasto, avvicinando le rendite agli effettivi valori di mercato.

Per il Partito democratico il rischio è quello di passare per soggetti pesantemente psicolabili, e la stessa uscita di Fassina sulla “inevitabilità” dell’aumento Iva pare una sorta di punizione per i bimbi-contribuenti che si sono fatti irretire dal pifferaio di Arcore. Il quale pifferaio, ieri, subito dopo l'”accordo” è riuscito a dettare alle agenzie questa cosa:

«Con la riforma di oggi invertiamo la rotta su un sentiero virtuoso di crescita: il valore degli immobili aumenta, il reddito aumenta, i consumi ripartono, si creano nuovi posti di lavoro, le aspettative sul futuro tornano ad essere positive»

Tutto questo, pensate, per 220 euro di “risparmio” medio nel solo 2013, mentre per il 2014 la nascitura Service Tax porta con sé tale e tanta incertezza, viste anche le condizioni di finanza pubblica locale prossime al dissesto, che tutto si risolverà realmente in una sorta di assunzione collettiva di una pastiglia di ecstasy. Giunti a questo punto, non è più neppure questione di avere pazienza: serve invocare a pieni polmoni il collasso del sistema. Ma forse non è il caso, visto che in questo paese riusciremmo persino ad avere una catarsi taroccata.

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