Comprare tempo ad usura

Ieri il disegno di legge collegato alla Legge di Stabilità relativo alle misure che dovrebbero agire sullo sviluppo non è arrivato in consiglio dei ministri. Alla base del rinvio pare esservi la perla di finanza creativa sponsorizzata dal ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato. E l’intoppo è assai facilmente intuibile.

Obiettivo della pensata di Zanonato, come noto, sarebbe quello di togliare dalle tasche delle famiglie e dai conti delle imprese 2-3 miliardi destinati ai sussidi alle rinnovabili, che come noto ci stanno mettendo un bel pietrone al collo. Per finanziarie la misura l’idea sarebbe quella di fare emettere debito al Gse, il gestore per i servizi energetici. L’obiezione del Tesoro è che tale iniziativa finirebbe con lo scontrarsi con i vincoli europei, e finire dritta nel computo del deficit, mettendoci di nuovo nei guai. Saremo malevoli, ma abbiamo il sospetto che Zanonato abbia iniziato a coltivare quest’uovo di Colombo osservando il meccanismo dei rimborsi dei crediti della pubblica amministrazione alle imprese, tramite emissione di debito. Se così fosse, qualcuno avrebbe dovuto informarlo che il meccanismo è e resta terribilmente diverso. Ma non sottilizziamo. In fondo, al nostro eroe ed ai suoi uffici resta sempre la possibilità di elaborare un piano B che veda coinvolta la Cassa Depositi e Prestiti, e vissero tutti felici e contenti.

Altre indiscrezioni in attesa di smentita sono quelle relative alla copertura della seconda rata Imu, in scadenza tra poco più di un mese. Oggi sui giornali gira l’ipotesi (non sappiamo se di fonte governativa, di maggioranza parlamentare o ancora una volta frutto di una bozza canaglia, cioè “sfuggita” ai soliti uffici pubblici senza controllo) di effettuare tale copertura con un aumento degli acconti Ires e Irap carico di imprese e banche. Per le prime, l’acconto del 30 novembre (che quest’anno slitterà al 2 dicembre per motivi di calendario), potrebbe passare dal 101%, deciso lo scorso agosto col decreto che cancellava la prima rata Imu, al 106-107%. Per le banche, l’acconto potrebbe arrivare al 116%. E già questo sarebbe piuttosto raccapricciante, oltre che soprattutto indecente.

Ma non è tutto: i maxi acconti potrebbero essere replicati nel 2014. Immaginate perché? Ma ovviamente per coprire il buco di gettito causato dagli anticipi del 2013, che domande. Altra vostra domanda a questo punto potrebbe sorgere spontanea: ma cosa impedirebbe di fare lo stesso anche nel 2015 e oltre, se questo è l’andazzo? Buona domanda: la risposta è che nel 2015 sarà pure arrivata, questa maledetta ripresa, no? E quindi il gettito salirà di quanto basta per restituire i “prestiti” e normalizzare gli acconti. Ma se così non dovesse essere, e la ripresa fosse in lieve ulteriore ritardo, pare sia pronta l’ipotesi fantascientifica di un aumento “a termine” delle accise, solo per i primi due mesi del 2015.

Cosa accomuna la finanza creativa dell’entusiasta neofita Zanonato ai maxi-acconti rolling sulle imposte aziendali? Il tentativo di giocare sui flussi di entrate in attesa che l’economia riprenda. La maledizione dell’Imu continua, dunque. Ricordate? Era cominciato tutto con il noto tagliatore immaginario di tasse, Silvio Berlusconi, che in campagna elettorale proponeva di fare copertura con accise. Tale è stato il successo di quella proposta, che sono sorti subito degli epigoni entusiasti ed altrettanto immaginari tagliatori di spesa pubblica ma in realtà nulla erano di tutto ciò (verificare per credere), quanto soprattutto voci una tantum, oltre ai soliti anticipi di tasse e rinvii di spesa.

La sgradevole sensazione è che stiamo comprando tempo, senza riformare alcunché, in attesa di convincere la Germania a stimolare in qualche modo la crescita europea. Solo che quest’ultima ipotesi, conoscendo i tedeschi, accadrà esattamente un minuto prima della catastrofe. E questo nostro comprare tempo, ed al contempo ballare intorno allo stupidissimo 3% di deficit-Pil, avviene rigorosamente a condizioni usurarie.
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Lettura complementare consigliata: Carlo Stagnaro su Leoni Blog

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