Qualcosa di nuovo, anzi d’antico

«Fin dall’inizio il nostro Paese sul tema del lassismo nei confronti di evasione e elusione non ha purtroppo parlato una lingua che fosse effettivamente efficace: soltanto da non molto tempo si è cominciato a operare con il senso dell’urgenza e dell’impossibilità di perdere tempo». Lo ha indicato il presidente del Consiglio, Enrico Letta, parlando ai dipendenti dell’Agenzia delle Entrate (Radiocor, 24 luglio 2013)

Passa qualche mese:

«Gennaio sarà il mese dell’intervento sul tema dei capitali illegalmente esportati e quindi del loro rientro, e ci saranno interventi importanti contro l’autoriciclaggio, tutto collegato al pacchetto di interventi contro l’illegalità e la criminalità» (Enrico Letta, Ansa, 23 dicembre 2013)

Arriviamo ad oggi:

(Reuters, 29 gennaio 2014) Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il decreto legge sull’emersione dei capitali illecitamente esportati all’estero, si apprende dal sito del Quirinale.

Il decreto entrerà in vigore lo stesso giorno della pubblicazione in Gazzetta ufficiale, forse oggi stesso.

Con la procedura di collaborazione volontaria il governo consente ai contribuenti di dichiarare gli attivi detenuti all’estero beneficiando di sconti sulle sanzioni amministrative e penali.

La sanzione per la mancata dichiarazione del quadro RW si riduce fino alla metà del minimo edittale se il contribuente trasferisce i capitali in Italia, in un altro Paese dell’Unione europea, in Stati che consentono un effettivo scambio di informazioni, oppure se rilascia alla banca l’autorizzazione a trasmettere le informazioni al fisco italiano.

Sul piano penale, il decreto esclude la punibilità per i reati di omessa e infedele dichiarazione. Nel caso, invece, del più grave reato di dichiarazione fraudolenta con false fatturazioni o altri artifici contabili, la pena è diminuita “fino alla metà”, cioè da un minimo di 9 mesi a un massimo di 3 anni (oggi va da 18 mesi a 6 anni).

Alcuni commenti in ordine sparso: di “interventi importanti contro l’autoriciclaggio” ad oggi non risulta traccia. Inoltre, quella promulgata oggi è -molto banalmente- una sanatoria, non dissimile da quelle adottate più volte in passato dai governi Berlusconi. Non che ci sia necessariamente qualcosa di male in ciò: lo stesso Portogallo, che oggi si pavoneggia perché ritiene di poter uscire da solo dal bailout della Troika, tra qualche mese, ha battuto i target di deficit pubblico nel 2013 solo grazie ad una sanatoria fiscale, che ha permesso di incassare 1,2 miliardi di euro contro i 600 milioni previsti dal governo.

Siamo in tempi disperati, è vero. E’ parimenti vero che bisogna confortare il popolo con “durissime” prese di posizione contro l’evasione fiscale: “pagare tutti, pagare meno”, “inseguiremo gli evasori sino alle lune di Antares”, e così spero di voi. Ma non bisognerebbe mai scordare che la realtà è sempre la più str0nza del reame. Viviamo decisamente tempi per cinici e disincantati. Di troppe fiabe si può morire. O quantomeno andare in default.

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