Liberals like us – “A Sochi ribadirò la contrarietà dell’Italia a qualunque normativa discriminatoria nei confronti dei gay, nello sport e fuori dallo sport”. Lo ha detto il premier Enrico Letta a Doha confermando la sua partecipazione alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali (Ansa)

E già che c’è, Letta ribadisca a sé stesso ed al mondo che l’Italia continua ad essere priva di una legislazione sulle unioni civili, e che ogni volta che qualcuno tenta di colmare la lacuna, usando nel caso anche ardite espressioni anglosassoni per camuffare abilmente l’iniziativa, le sabbie mobili inghiottono tutto, silenziosamente ed inesorabilmente.

«Fin dall’inizio il nostro Paese sul tema del lassismo nei confronti di evasione e elusione non ha purtroppo parlato una lingua che fosse effettivamente efficace: soltanto da non molto tempo si è cominciato a operare con il senso dell’urgenza e dell’impossibilità di perdere tempo». Lo ha indicato il presidente del Consiglio, Enrico Letta, parlando ai dipendenti dell’Agenzia delle Entrate (Radiocor, 24 luglio 2013)

L’Italia, di un colpo, dal 24 aprile ha recuperato 30 anni nel calendario, il 2013 è l’anno che verrà ricordato come una svolta generazionale senza precedenti nella storia repubblicana italiana“, ha detto ieri il premier, Enrico Letta. Il rischio è che, dietro queste parole, si celi il nulla o comunque la reiterazione di antichi riflessi condizionati della politica di un paese ormai alla deriva.

Oggi, nel corso della cerimonia del Ventaglio, al Quirinale, il presidente della Repubblica ha ricordato ai partiti (segnatamente a quelli che compongono la maggioranza di governo) che la situazione resta critica, e serve pertanto stabilità. Il problema è, come sempre nella storia italiana, che stabilità è termine di antica osservanza andreottian-democristiana, che in una depressione economica come l’attuale rischia di esserci fatale.

Puntata del 29 aprile di PiazzaPulita di Corrado Formigli, intervista di Francesca Nava al vostro titolare su margini di manovra per la riduzione della pressione fiscale in un paese il cui Pil si contrae (e che quindi ha un’emorragia di gettito fiscale), l’Imu a cui impiccare un intero paese di gonzi, la riqualificazione della spesa pubblica al tempo della riforma pensionistica più severa d’Europa, il dilemma della brava scolaretta Italia, che è già in pareggio strutturale di bilancio prima di tutti gli altri e che ora necessiterebbe di più deficit (magari per tagliare le tasse senza copertura) ma non sa come chiederlo.