Ancora sulla Web Tax dei poveri

Su Italia Oggi, un assai opportuno articolo di Cristina Bartelli e Valerio Stroppa segnala tutte le ricadute di due disposizioni fiscali differenti ma tra esse collegate: la ritenuta automatica del 20% sui bonifici dall’estero, salvi i casi di autocertificazione, ed il monitoraggio fiscale. E c’è da ridere, per non piangere.

Partimo da quest’ultimo, che ha abolito la soglia minima di 10.000 euro per la compilazione del quadro RW. Come scrivono Bartelli e Stroppa

«(…) è stata prevista l’abolizione della soglia dei 10 mila euro per la compilazione del quadro RW e la conseguenza potrebbe essere quella di obbligare alla dichiarazione anche chi detiene pochi euro su conti di pagamento per gli acquisti o le scommesse via web. E anche sulla nuova ritenuta all’ingresso del 20% regna il caos tra chi è abituato ad acquistare e vendere oggetti su internet (ma non solo)»

Non è fantastico, tutto ciò? Biechi speculatori di eBay ed aspiranti correntisti offshore di PayPal, è giunta la vostra ora!

«Nel tentativo di semplificare il quadro Rw di Unico (con l’abolizione delle sezioni I e III), la legge n. 97/2013 ha eliminato il limite di importo al di sopra del quale vige l’obbligo dichiarativo. Rispetto al passato, quindi, investimenti e attività detenute all’estero devono essere sempre dichiarate, anche se al termine del periodo d’imposta siano di importo inferiore alla vecchia soglia dei 10 mila euro. Dal punto di vista oggettivo, come chiarito dall’Agenzia delle entrate con la circolare n. 38/E del 2013, rientrano nell’obbligo di monitoraggio sia i depositi, sia i conti correnti bancari sia gli «altri rapporti finanziari» stipulati al di fuori del territorio dello Stato. La maggior parte delle transazioni online presuppone l’apertura di appositi account, che in alcuni casi nulla hanno a che spartire con i conti correnti veri e propri, ma in altri gli somigliano molto. L’esempio più famoso è quello di PayPal (società californiana, controllata da eBay, che offre servizi di pagamento online e di trasferimento di denaro tramite internet), ma ve ne sono anche altri»

Spetta quindi ai soggetti interessati autocertificare alla propria banca che “il pagamento non è riconducibile a redditi di capitale o a redditi diversi ex articolo 67 del Tuir”. Problemi analoghi per le rimesse ai propri familiari residenti da parte di italiani all’estero. Che dire, quindi? Che l’azione a tenaglia della ritenuta d’acconto automatica e della eliminazione della soglia minima di consistenza di investimenti nel quadro RW sembrano sempre più in rotta di collisione con i flussi globali di e-commerce.

Il nichilismo fiscale di questo paese prosegue, fino all’inevitabile epilogo argentino, i cui sintomi si stanno moltiplicando.

Aggiornamento – Tra gli ultimi atti di Fabrizio Saccomanni a via XX Settembre, ecco la sospensione del provvedimento di ritenuta automatica sui bonifici dall’estero. Le problematiche relative alla rimozione della soglia minima che determina l’obbligo di compilazione del quadro RW restano ovviamente in essere.

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