L’eterno dilemma

La scelta è in mano ai Comuni. Se l’aliquota Tasi scelta da tutte le amministrazioni sarà quella (…) del 2,5 per mille, il prelievo sulle prime case salirà del 60% rispetto al 2013, tornando ai livelli dell’Imu 2012. Se ci si limiterà all’aliquota base dell’1 per mille l’aumento sul 2013 sarà del 12%. E’ quanto calcola la Banca d’Italia (Ansa, 30 maggio 2014)

[Piero] Fassino ha anche escluso che la Tasi costerà più della vecchia Imu sulla prima casa: «Su questo fanno testo le aliquote. L’Imu era minimo al 4 per mille, e mediamente si arrivava al 5 o al 6. Ora la Tasi minima è 2,5 per mille che può essere incrementata al massimo al 3,3 per mille. E’ evidente che sulla prima casa si spende meno» (Ansa, 21 maggio 2014)

Di che eterno dilemma parliamo? Semplice: questi personaggi sono solo disperatamente ignoranti oppure ci prendono indefettibilmente per i fondelli confidando nella nostra demenza politica, il cui sintomo principale è l’assenza di memoria, di breve termine e non? Sembra una domanda retorica ma è sempre utile non sopravvalutare troppo il prossimo.

Aggiornamento: per il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Graziano Delrio, il confronto va fatto col 2012, e comunque citofonare ai comuni. QED quanto scritto nel paragrafo qui sopra.

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