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Brasile, faglia socioeconomica in movimento

Una interessante segnalazione dal Financial Times su quanto attende il Brasile nei prossimi quattro anni di presidenza di Dilma Rousseff. Ve lo anticipiamo noi: il Brasile ha di fronte a sé un bivio. Ristrutturare la propria economia, in grave affanno competitivo, con inevitabili sofferenze sociali nel breve-medio termine (la cosa chiamata transizione), oppure rischiare di scivolare verso una lenta deriva argentina, fatte le debite proporzioni.

Da dove deriverebbe, questo scisma? Parola al Ft:

La signora Rousseff ha vinto una chiara maggioranza nel nord e nel nordest del paese, ma le restanti regioni del sud, sudest e centro-occidentale hanno votato in larga misura per Aécio Neves, del partito pro-imprese PSDB.
Prese assieme, quelle tre regioni rappresentano l’81% del Pil del Brasile, l’82% degli impieghi formali [regolari, ndPh.], 85% delle esportazioni e 90% delle entrate fiscali, secondo Marcelo Kayath, responsabile dei titoli latino americani di Credit Suisse.

Tempi terribilmente interessanti, senza dubbio.

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