Macromonitor – 9/11/2014

Ancora rialzi per dollaro ed azionario Usa, debolezza di materie prime e mercati emergenti, stabilità per l’obbligazionario su tassi e spread. Sotto la superficie di queste tendenze crescono tuttavia le divergenze regionali.

La crescita globale appare intorno al trend, con la costante minaccia di pressioni disinflazionistiche derivanti da situazioni di debolezza strutturale di alcune aree e, di recente, anche da prezzi dell’energia cedenti, il cui impatto sulla crescita globale non è tuttavia univoco. L’Eurozona resta a rischio di deflazione, per molti aspetti già evidente nei rendimenti dei Bund e degli spread di credito. La possibilità di non concretizzare questo esito è legata ad una posizione fiscale che sta diventando neutrale a livello aggregato ed a quella che potrebbe essere la fase finale della riduzione di leva finanziaria da parte delle banche. La Bce potrebbe giungere ad usare un QE sovrano in caso di persistenti delusioni al ribasso dal lato di crescita ed inflazione. Negli Stati Uniti, il consenso resta per una crescita di trend al 3% nel 2015, per poi rallentare intorno al 2-2,5% nel 2016 a seguito dell’avvio della stretta monetaria della Fed. I mercati emergenti restano al momento i più vulnerabili, sia per le note difficoltà che colpiscono i medesimi nelle fasi di apprezzamento del dollaro (che in parte tendono ad autorealizzarsi, vista la memoria degli investitori di quanto accaduto negli anni Novanta), sia per il forte accumulo di debito (spesso denominato in dollari) e leva finanziaria da parte degli emergenti in questi anni. Il quadro, per questi paesi, è inoltre ulteriormente complicato dall’andamento fortemente cedente delle materie prime. Tali divergenze tra regioni mantengono e rafforzano l’andamento rialzista del dollaro.

Sul mercato dei titoli di stato, la Bce in settimana non ha annunciato ulteriori misure per rendere più attraenti i finanziamenti TLTRO ma l’evento centrale del meeting dell’istituto di emissione di Francoforte è stato il consenso unanime che Mario Draghi ha ottenuto dal Governing council riguardo all’impegno ad espandere il bilancio della Bce entro un biennio dagli attuali 2.000 a 3.000 miliardi di euro. Questo consenso ha messo (per ora) da parte i report di stampa su una presunta ribellione contro metodi di gestione non collegiale da parte di Draghi, motivazione che in realtà occulterebbe l’opposizione dei paesi fiscalmente virtuosi all’approdo all’easing quantitativo sovrano. Al momento è probabile che a questo esito non si arrivi ma che nel primo trimestre 2015 la Bce decida di aggiungere obbligazioni societarie e sovranazionali ai propri acquisti. Negli Stati Uniti, il report di occupazione di ottobre mostra che il mercato del lavoro sta stringendo più rapidamente di quanto stimato dalla Fed, con calo della disoccupazione, incremento del tasso di occupazione e stabilizzazione del tasso di partecipazione alla forza lavoro. Continuano tuttavia a mancare pressioni inflazionistiche salariali.

In settimana, mercati azionari quasi invariati, con ripresa per Stati Uniti e Giappone e calo per Europa ed emergenti. Gli indici azionari giapponesi sono beneficiati da continue revisioni al rialzo dei target di utili per azione per i prossimi anni. Il continuo calo dei prezzi del greggio è atteso beneficiare i mercati di paesi grandi importatori, quali Thailandia, Indonesia ed India.

Sul mercato delle materie prime, in settimana è proseguita la debolezza del greggio, mentre giungono previsioni di ulteriori ribassi per i prossimi mesi. Gli osservatori stanno convincendosi che l’Opec non riuscirà a trovare un accordo di taglio della produzione nel proprio meeting di fine novembre. Di conseguenza, aumenta la probabilità di un accumulo di scorte in eccesso rispetto alla normale stagionale. Da qui l’attesa di ulteriori pressioni ribassiste sul greggio.

Sostieni Phastidio!

Dona per contribuire ai costi di questo sito: lavoriamo per offrirti sempre maggiore qualità di contenuti e tecnologie d'avanguardia per una fruizione ottimale, da desktop e mobile.

Per donare, clicca qui!