E l’Islanda paga

Oggi il governo britannico ha comunicato di aver recuperato altri 1,36 miliardi di sterline dagli attivi della banca fallita islandese Landsbanki, che controllava Icesave, la banca online ad alto rendimento che operava in Olanda e Regno Unito. Con questa somma, il totale recuperato dai britannici sale all’85%, e dovrebbe raggiungere la totalità dei crediti nel 2017.

L’assicurazione britannica sui depositi aveva protetto i propri connazionali depositanti in Icesave (circa 230.000 persone) per l’importo di 4,5 miliardi di sterline. Per cercare di recuperare la somma, i britannici avevano poi goffamente tentato di applicare all’Islanda la legislazione antiterrorismo. Il governo islandese, giova ricordarlo, non ha mai detto di non voler pagare i depositanti esteri di Icesave ma solo di non ritenere applicabile in questo caso la direttiva comunitaria di assicurazione sui depositi del 2009, che prevede massimali di 100.000 euro. Una sentenza della corte dell’EFTA (l’area europea di libero scambio) ha dato ragione agli islandesi. Quindi, il discorso si chiude con un bel “non è vero che l’Islanda non ha pagato i propri creditori”. Chi legge questo sito lo sa da sempre.

Di oggi è pure la notizia che l’Islanda ha rimborsato anticipatamente al Fondo Monetario Internazionale altri 400 milioni di dollari del prestito da 1,2 miliardi ricevuto nel 2008, sull’orlo del collasso. Perché vedete, simpatici buffoni e guitti  nostrani che per anni avete continuato ad affermare che l’Islanda era un modello perché non aveva rimborsato i creditori ed aveva respinto il salvataggio del FMI, procedendo ad un non meglio identificato “default controllato”, neppure quest’ultima cosa era vera. Però voi oggi non ne risponderete, perché di queste cose non si occupa più nessuno, essendo già uscite di mente alla memoria di pesce rosso dei gonzi italiani, a cui state già cercando di rifilare la vostra ultima salvifica patacca sovrana. Un vero peccato che la realtà sia sempre dietro l’angolo, pronta a farvi la festa ed a portarvi sempre più in prossimità di una lezione che speriamo stavolta non scorderete.

Sostieni Phastidio!

Dona per contribuire ai costi di questo sito: lavoriamo per offrirti sempre maggiore qualità di contenuti e tecnologie d'avanguardia per una fruizione ottimale, da desktop e mobile.

Per donare, clicca qui!