Il Pinocchio infoiato

Viviamo tempi talmente complessi che può persino accadere che il vostro titolare risulti pienamente d’accordo con Luca Ricolfi. O meglio, che il vostro titolare e Ricolfi si limitino ad applicare il buonsenso, rispetto a quella che è ormai una manipolazione sfacciata e grossolana di singoli dati statistici da parte dei nostri eroi governativi. In realtà, appare ormai del tutto evidente che siamo di fronte ad una reinterpretazione à la carte della realtà, fatta di selettività maliziose.

Accade quindi che oggi, nel suo editoriale sul Sole, prendendo le mosse dal “favore” che il Sole pare avere ottenuto con i dati sulle cessazioni di rapporti di lavoro del primo bimestre dell’anno, che il governo aveva “dimenticato” di citare, nel proprio entusiasmo a divulgare il dato assai lordo delle attivazioni, Ricolfi chieda alcune semplici cose:

«II minimo che occorrerebbe per ragionare seriamente di mercato del lavoro è di ottenere dal ministero del Lavoro (non per il Sole 24 Ore, ma per tutti, sindacati, associazioni, studiosi, cittadini) le stesse identiche tabelle che già sono disponibili su base trimestrale, ma con tre tipi di informazioni in più: a) cadenza mensile anziché trimestrale; b) serie provvisorie (tempestive) e serie definitive (fornite con tempi più lunghi); c) dati al netto e al lordo dei settori in cui non è prevista la decontribuzione (lavoro domestico e Pubblica amministrazione). In più, non sarebbe male sapere, man mano che le assunzioni a tempo indeterminato procedono, qual è l’importo medio dei contratti attivati, e quindi l’entità della decontribuzione (non tutti gli assunti hanno un livello retributivo che consente di usufruire dello sgravio massimo di 8.060 euro l’anno). Grazie, a nome di tutti»

Che dite? Semplice ma efficace, no? Questo sarebbe un eccellente esempio di realizzazione di quella totale trasparenza informativa della pubblica amministrazione che l’attuale premier invocava a pieni polmoni prima di entrare a Palazzo Chigi, quando faceva l’amerikano a tutto campo. Ricordate?

//platform.twitter.com/widgets.js

Bei tempi! Eravamo tutti più giovani ed innocenti. Poi, Renzi prese il potere e lo slancio rivoluzionario si affievolì giusto un filo. E pazienza che il vero FOIA fosse cosa piuttosto differente, così come lo era il vero Jobs Act: l’importante era l’afflato, la spinta propulsiva, la discontinuità, l’edificazione della casa di vetro che avrebbe accolto e nutrito il civismo di un paese smarrito. Ecco quindi, se vogliamo conservare lo spirito di quel tempo così vicino e così lontano, che abbiamo la splendida occasione di implementare l’innovazione proposta da Ricolfi su frequenza e strutturazione dei dati sul mercato italiano del lavoro.

Sarebbe davvero una rivoluzione copernicana, pensate: non più dati non pubblici utilizzati maliziosamente ed asimmetricamente da ministri a fini propagandistici. Sarebbe il tripudio della trasparenza e l’agognata disintermedizione della politica sui flussi informativi. Siamo certi che una simile svolta epocale provocherebbe un vero e proprio effetto domino, portando l’opinione pubblica ad una consapevolezza superiore, di quelle che conducono a randellare (metaforicamente, s’intende) tutti i magliari che tentano di spacciare il lordo per il netto. Ad esempio sul “taglio delle tasse da 18 miliardi”, ricordate?

Coraggio, dunque, Matteo: getta il cuore oltre la propaganda e dacci i dati, veri e completi, nel più breve tempo possibile. Entrerai nella leggenda, prima di essere sanzionato dai cittadini per le troppe balle che spari, ma almeno in tal modo ti sarai redento. E darai modo al tuo illustre concittadino Carlo Collodi di riposare finalmente in pace.

Aggiornamento del 3 aprile – Una buona notizia, se le cose andranno effettivamente come comunicato dal Ministero del Lavoro.

Sostieni Phastidio!

Dona per contribuire ai costi di questo sito: lavoriamo per offrirti sempre maggiore qualità di contenuti e tecnologie d'avanguardia per una fruizione ottimale, da desktop e mobile.

Per donare, clicca qui!