Compagnia contante

Polifonia, portali via:

“Non c’è dubbio che più la moneta è elettronica, più si elimina spazio per chi evade. Ma dobbiamo essere seri”, ha scritto Renzi nella sua Enews, affermando che “abbassare il contante senza modificare l’intero pacchetto fiscale, che oggi è oppressivo al limite dell’insolenza, significa regalare clienti agli hotel di Nizza anziché di Taormina, alle boutiques di Parigi anziché di Milano”. Secondo il sindaco di Firenze, per investire sulla moneta elettronica “che è oggettivamente il futuro” bisogna abbassare le commissioni bancarie, investire sulla tecnologia, e “togliere agli istituti di credito la pretesa di essere gli unici player di questa partita” (Ansa, 31 ottobre 2013)

Il viaggio di Renzi, iniziato due anni fa, si è quindi compiuto ieri.

Allo stesso modo in cui un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno (se analogico, quindi molto old fashion) anche Renzi, una volta ogni due anni, appare coerente con se stesso. Ma forse sono cambiate le condizioni di contesto, chi può dirlo? Forse che il “pacchetto fiscale” è nel frattempo diventato ancor più “oppressivo al limite dell’insolenza”, date le premesse metodologiche renziane? Oppure stiamo combattendo valorosamente contro le banche, e quindi serve alzare il tetto al contante? Oppure le misure di tracciabilità hanno nel frattempo raggiunto il punto in cui l’evasione è ormai impossibile e quindi possiamo rilassarci?

A dire il vero, Renzi oggi parla dell’aumento della soglia lecita di utilizzo del contante come di un “piccolo gesto per incoraggiare i consumi”, che è concetto piuttosto incomprensibile a meno che non si prenda esplicitamente in considerazione la produzione di nero, in modica quantità. Perché, come sapete, i turisti stranieri arrivano in Italia con rotoli di banconote, essendo rigorosamente sprovvisti di moneta di plastica. Siamo solidali con Pier Carlo Padoan, che ora dovrà tornare ad azzuffarsi col proprio gemello, come già fatto per la cancellazione delle imposte sulla prima casa, e trovare un razionale per l’aumento del contante. Non dovremmo, ma siamo anche solidali con Davide Serra, grande sponsor del premier ed altrettanto grande tifoso della lotta al contante.