Pista senza uscita

Sui numeri di Alitalia l’investitore ed editorialista Mario Seminerio sottolinea come “malgrado il cauto ottimismo del commissario Paleari, non dovrebbe sfuggire a nessuno che la situazione di Alitalia resta quella di un paziente tenuto artificialmente in vita, grazie ad un prestito statale che non è sin qui servito né per salvataggio di emergenza né per attutire gli oneri di una ristrutturazione che non è ancora avvenuta, e che quando accadrà consegnerà ai contribuenti italiani l’ennesima bad company con perdite miliardarie, ripetendo la storia”. Il prestito statale, in attesa del pronunciamento dell’Antitrust Ue, serve per la gestione del capitale circolante, e a null’altro”. “Paleari, correttamente, identifica l’esigenza di investimenti per il lungo raggio – aggiunge Seminerio – ma quelli doveva già farli Etihad, e non se ne faranno sin quando non ci sarà un assetto proprietario stabile. Anche se l’acquisto da parte di Lufthansa determinerebbe un’Alitalia ancillare all’hub di Francoforte, lasciandola ad una dimensione regionale” (Ansa, 29 aprile 2018)

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