Il gioco dei tre mattoni

Nei giorni scorsi la Cooperativa Alleanza 3.0, nata nel 2016 dalla fusione di Coop Adriatica, Nordest ed Estense, ha comunicato una perdita di bilancio della gestione 2017 di 37 milioni di euro, affrettandosi a precisare che era tutto previsto e calcolato, visti gli imponenti investimenti effettuati e gli oneri straordinari da chiusura di punti vendita.

In attesa dell’assemblea, e di capirne di più, è interessante quanto segnala il sito LaPressa.it:

[…] nel 2017 Alleanza 3.0 ha messo mano al proprio patrimonio immobiliare con l’apporto di strutture commerciali al Fondo Retail Partnership (RP), specificamente 5 ipermercati e 40 supermercati e con la cessione della Galleria Commerciale di Taranto al Fondo Urania.

Ma di chi sono questi fondi? Entrambi di Coop Alleanza 3.0. Infatti il Fondo Retail Partnership (RP) al 31 dicembre 2017 è composto da 4.345 quote, interamente detenute dalla Cooperativa, gestito da BNP Paribas Real Estate SGR ed iscritto a bilancio per un valore di 222 milioni di euro. Le proprietà del Fondo, sono passate dai 5 Ipermercati del 2016 a 12 Ipermercati e 40 supermercati, detenuti in locazione dalla Cooperativa.
La costituzione del Fondo immobiliare chiuso Urania gestito da Serenissima SGR, è invece costituito da 848 quote, interamente detenute dalla cooperativa ed iscritto a bilancio per un valore di 85 milioni di euro.

La cessione, con contestuale affitto, di immobili strumentali, ricorda le spettacolari operazioni di Monte dei Paschi, in particolare la famigerata “Chianti Classico“; la differenza è che qui sotto il profilo finanziario non si muove cassa, nel senso che la coop risulta ora titolare di quote di fondi immobiliari e non più di immobili prevalentemente strumentali. Però il rosso di conto economico è stato ridotto con una manovra una tantum.

Seguiremo la vicenda attendendo ulteriori dettagli, ad esempio sulle partecipazioni finanziarie e sulla loro valutazione, ma pare che un altro caposaldo dell’economia cosiddetta sociale non si senta troppo bene. Per usare un blando eufemismo. Maledetta realtà.