- La crescita c’è, non solo negli Stati Uniti, le crisi geopolitiche abbondano, il greggio va in tensione;
- En attendant il Godot del taglio dei tassi, i timori del mercato nuocciono ai grandi debitori;
- La crescita italiana “asfalta” quella tedesca, narra la leggenda. Partono italici trenini e germanici esami di coscienza. Poi, improvvisamente, l’epifania: che sia stato soprattutto a causa del nostro doping fiscale?
- Anche quest’anno pare avremo il teatrino delle pensioni anticipate, un club sempre più ristretto;
- Non sgomitate, c’è un affaccio per tutti i costruttori;
- Ma c’è anche qualche contraddizione non lieve;
- Tesla soffre a livello globale (anche se mai quanto X), ma tenta di mettere un piede in un mercato potenziale enorme;
- In UK, il salario minimo è stato sinora un indubbio successo ma un mercato del lavoro sempre più tirato potrebbe causarne l’estinzione. E, con esso, quella di molte imprese minori;
- Come “ridurre le tasse” a chi soffre di illusione monetaria, edizione britannica;
- La revisione del Testo Unico della Finanza avviene in una stagione profondamente diversa da quella in cui nacque. Un contesto che non fa ben sperare sugli esiti della riforma;
- Più che Sangiuliano, pare salgariano. Ma non troppo;
- Boicottare il dual use e lo stato innovatore;
- Il fischietto a ultrasuoni dei conservatori protezionisti;
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