Oggi Istat ha comunicato che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), relativo al mese di agosto 2009, presenta una variazione di più 0,4 per cento rispetto al mese di luglio 2009 e di più 0,2 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

In base alla stima provvisoria, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra nel mese di agosto una variazione di più 0,3 per cento rispetto al mese precedente e una variazione di più 0,2 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

A questo punto, come da copione, scattano i riflessi pavloviani.

Da qualche tempo Paul Krugman reitera che non si deve aver paura del livello che il rapporto debito-Pil statunitense toccherà nel 2019 (le stime dell’Office of Management and Budget parlano di circa il 75 per cento), perché già all’indomani della Seconda Guerra Mondiale gli Usa si sono trovati in situazione simile o peggiore. E’ con tutta probabilità un’affermazione a sostegno di un nuovo pacchetto di stimolo all’economia (e Krugman già suggerisce su quali infrastrutture concentrarsi, l’alta velocità ferroviaria).

L’Ocse vede nero e nelle ultime stime diffuse assegna all’Italia un Pil in calo, quest’anno, del 4,3% (stesso calo che metteranno insieme tutti i paesi dell’area). Il premier Silvio Berlusconi però non ci sta e sottolinea come certe stime alimentino la paura proprio quando invece ci sarebbe bisogno di maggior fiducia.«Prima non hanno previsto nulla – spiega Berlusconi riferendosi proprio all’Ocse – poi fanno le previsioni un giorno sì e un giorno no. Ma statevi zitti» – Ansa, 31 marzo 2009

«L’Ocse dice che l’Italia è la prima in Europa per segni di ripresa: è una buona notizia che va nella direzione della fiducia che io insisto bisogna avere per uscire presto dalla crisi». Così il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, alla conferenza stampa a Palazzo Chigi dedicata a un bilancio dei primi 14 mesi di governo. Incontro con i giornalisti che si svolge dopo il tonfo della produzione industriale registrato ieri e i segnali negativi dell’economia italiana segnalati oggi dall’Istat (Pil -6 % su base annua nel secondo trimestre 2009). – IlSole24Ore, 7 agosto 2009

Mentre ci affanniamo a scrutare il cielo e a sezionare le viscere dei dati macroeconomici per scoprire, dopo i punti di flesso, anche i punti di svolta di questa recessione eterna perché misurata con l’orologio della nostra era tachionica, ci chiediamo che tipo di ripresa avremo. A forma di L, W, U? A forma di radice quadrata, cioè un tentativo di rimbalzo seguito da un deludente appiattimento del ciclo su livelli di attività inferiori a quelli della fase precedente lo scoppio della bolla? Forse la vera forma della ripresa prossima ventura, ora che il consumatore americano è entrato in una lunga quaresima e quello cinese non sembra ancora pronto a sostituirlo alla guida del mondo, è la X, come la descrive Robert Reich sul suo blog.