• I nostri eroi trovano otto miliardozzi assai poco strutturali, evitano (per ora) la procedura d’infrazione Ue e scatenano gli acquisti sul Btp. Un anno buttato ma qualche fesso applaude;
  • Sinistre similitudini tra Alitalia e Carige, nel modello pubblico-privato all’italiana che serve solo ad amplificare danni e perdite per i contribuenti;
  • La vera storia dei miracoli del Decreto Dignità, ultima patacca italiana;
  • Tra peculiarità del nostro mercato del lavoro e risorse comunque insufficienti, i centri per l’impiego restano ai margini;
  • Sul disastro demografico italiano, che diverrà disastro economico e finanziario, pure deliberatamente accelerato;
  • Ricordate la storia dei pifferi di montagna? Ecco, quella;
  • Sono favorevole a legalizzare gli stupefacenti, anche le droghe pesanti, visto che già viviamo in uno stato allucinatorio di massa;
  • Zitti zitti, stretti stretti;
  • Per fortuna che c’è l’amico di Salvini a proteggerci;
  • Nel frattempo, c’è Giggino lo stratega che negozia da par suo. I dipendenti Ilva si mettano al riparo, col resto del paese;
  • Un anno di conti pubblici: più spesa corrente, più pressione fiscale. La ricetta, assai poco segreta, del dissesto italiano;
  • Nuovo caso di problemi causati da fondi d’investimento che subiscono forti richieste di rimborsi e si trovano con aumentata concentrazione di investimenti illiquidi, spesso opinabili;
  • Cose che accadono quando ti trovi per sbaglio a fare il ministro e hai un pessimo rapporto con la lingua italiana;
  • Dallo stato tassaiolo allo stato segaiolo, il passo è brevissimo;
  • Provincialotti ignoranti d’Italia: la riscoperta della fallacia di Laffer;
  • C’era una volta l’immaginario ago della bilancia;
  • Coraggio, un po’ di creatività: proviamo con Carige-Alitalia, date le premesse?
  • Con un’uscita no-deal, il Regno Unito potrebbe non aver alternativa a forti riduzioni d’imposta e deregulation, per attrarre il mondo. Attendiamo fiduciosi i fatti di Boris;
  • Tre anni dopo, quanto costa la certezza dell’incertezza per l’economia britannica;

Infuria la battaglia a Bruxelles per la nuova Commissione e per l’avvio della procedura d’infrazione per eccesso di debito nei confronti dell’Italia. La lettera alle istituzioni UE del premier Conte non ha sortito gli effetti sperati ma c’era da aspettarselo, dati gli argomenti sollevati.

Dell’assertivo “discorso” del presidente della Consob, Paolo Savona, in occasione dell’annuale “incontro” con la comunità finanziaria (che Savona, assai più dei predecessori, ha invece scambiato per l’equivalente delle “Considerazioni finali” del governatore di Bankitalia), merita segnalare un punto dietro cui si cela il Grande Piano di Rinascita Nazionale.

Iniziamo come sempre con l’attualità economica e finanziaria della settimana, con la pressione che i paesi Ue (e non gli “ottusi burocrati di Bruxelles”) stanno esercitando sul nostro paese per attuare una correzione dei conti che eviti la procedura di infrazione per debito eccessivo. Parliamo anche del grande “successo” del Tesoro italiano e di alcune nostre banche a piazzare il proprio debito. Seguono due temi di approfondimento principale.

Sono oltre 100 i tavoli di crisi aperti presso il ministero dello sviluppo. Le settimane scorse si è parlato del fallimento di Mercatone Uno, questa settimana di Whirlpool, che vorrebbe chiudere lo stabilimento di Napoli dopo aver anche beneficiato di consistenti aiuti pubblici. In Italia infatti pur di non chiudere anche aziende decotte si preferisce prolungarne l’esistenza in vita sine die fino al governo successivo.

Come sempre, apertura con i temi dell’attualità politica, economica e finanziaria della settimana. Ad esempio la stima finale del Pil italiano del primo trimestre, che ha riportato sulla terra alcuni entusiasti trombettieri. Poi le nuove levate d’ingegno di Donald Trump, che sta cercando di capire fin dove può scuotere l’economia statunitense, prima di mandarla in crisi.