Iniziamo come sempre dai temi economici e politici della settimana. I temi di questa puntata: la messa al bando da parte di Trump di Huawei, con conseguente isolamento tecnologico del gigante cinese. Andiamo verso uno splintered internet, una Rete frantumata per aree di influenza geostrategica? E che farà l’Europa, leader della legislazione ma a rischio di essere il vaso di coccio? Ne parliamo con Antonio Nicita, commissario Agcom, con cui parleremo anche dei richiami senza precedenti dell’Authority alla Rai ed ai suoi “equilibratissimi” Tg.

Ci sarebbe quasi da divertirsi, a seguire su base regolare il teatrino in cui Lega e M5S tentano disperatamente di accreditarsi agli occhi della plebe berciante come i salvatori della patria. Praticamente da quando questo governo è nato, l’obiettivo pressoché unico della sua cosiddetta azione è stato quello di arrivare alle elezioni europee di domenica prossima come momento dirimente per accelerare le elezioni politiche.

Apertura di puntata come sempre dedicata all’attualità economica, in particolare all’andamento dello spread Btp-Bund. A seguire, parliamo del contrasto d’interessi, la possibilità di dedurre fiscalmente tutte le spese sostenute e non solo quelle sanitarie, da molti indicato come una panacea per ridurre l’evasione fiscale.

Questa settimana iniziamo parlando dell’ultimo dei gioielli incompresi italiani, Carige, oltre che della vistosa contrazione della produzione industriale italiana a marzo. Proseguiamo trattando di risparmio: il Governo ha finalmente varato le norme applicative dei nuovi Pir (piani individuali di risparmio). La misura che li contraddistingue ma che divide è quella che vincola il 3,5% per investimenti in venture capital.

So che non è esattamente un evento destinato a cambiare il corso della storia, ma ieri il M5S ha presentato la sua cosiddetta piattaforma per le elezioni europee, articolata in dieci punti. Si tratta di un pregevole esercizio di satira di cui merita dare conto, ma anche della rappresentazione amplificata e deformata di un tratto culturale dominante di questo paese: l’arte dello scrocco. Qui elevata a scala continentale.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

che il Reddito di Cittadinanza sia frutto di una rilevante confusione tra politiche sociali e politiche del lavoro è stato già rilevato. Resta ancora difficile capire concretamente in cosa consista, al di là dell’attribuzione ai destinatari della tessera prepagata, per fare fronte ad alcune spese quotidiane.

Iniziamo come sempre con l’attualità politica, economica e finanziaria della settimana, con l’improvvisa riscoperta dei concessionari autostradali come potenziali salvatori di Alitalia. Del resto, se si chiamava “Piano Fenice”, un motivo c’era. Segue commento sul dato di Pil statunitense del primo trimestre (occhio, è la prima di tre stime, e presenta anomalie una tantum che lo hanno oggettivamente gonfiato) e passiamo poi a discutere l’andamento di Quota 100 e Reddito di cittadinanza e dei “tesoretti” per falliti che pare produrranno.

Questa settimana, per la mia conversazione con Michele Boldrin (il cui canale YouTube trovate qui), parliamo dei massimi sistemi: dal rogo di Notre Dame alla filantropia delle grandi aziende francesi, il populismo continua ad alzare la voce. Quale futuro per il welfare e le politiche redistributive?