In questi giorni il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, è fieramente impegnato a battagliare su Twitter con tutti quelli che esprimono scetticismo per l’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti nel capitale di Tim (già Telecom Italia). Quello che sin qui sappiamo, è che non si tratta di una battaglia a difesa dell’italianità; come molto opportunamente ha twittato il ministro “ma perché, gli italiani la Telecom l’avevano gestita meglio?”. Non ci piove.

Negli ultimi giorni sono stati pubblicati i dati di febbraio di produzione industriale e manifatturiera nei paesi europeo. Nei tre maggiori paesi dell’Eurozona (Germania, Francia, Italia), i risultati sono stati negativi e peggiori delle attese ma ciò che conta (per evitare il solito rumore statistico sul singolo dato mensile), è che fanno segnare il secondo mese consecutivo di contrazione, confermando quello che era già evidente: l’Europa, e l’Eurozona, stanno frenando a livello manifatturiero, quindi il picco ciclico di crescita potrebbe essere alle nostre spalle.

Nella guerra tra Usa e Cina non ci saranno vincitori, ma molte vittime. A cominciare dall’Eurozona, Italia inclusa

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La retorica delle ritorsioni protezionistiche tra Stati Uniti e Cina sta assumendo le prevedibili forme del rilancio, dopo che Donald Trump ha istruito gli uffici dello US Trade Representative di verificare la possibilità di portare a 150 miliardi di dollari le importazioni cinesi a cui applicare dazi, in risposta alla reazione cinese all’iniziale misura americana di sanzioni su prodotti manifatturieri per un controvalore di 50 miliardi di dollari.

Oggi sul Sole trovate un interessante articolo che ci illumina sulle probabili o verosimili linee guida che il M5S utilizzerà per la scrittura del Documento di economia e finanza, per gli amici DEF. Di assoluto rilievo il fatto che, se confermate, si tratterebbe di assoluta continuità con la precedente legislatura, inclusa un’illusoria operazione di finanza pubblica straordinaria, vero sarchiapone della Repubblica.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

“la Pubblica Amministrazione deve essere gestita come un’azienda e, quindi, i dirigenti comportarsi come veri e propri manager, senza paura di adottare le proprie decisioni discrezionali”. Quante volte l’ha sentita, questa? Come dice, Titolare? Avrebbe aggiunto, dopo la parola “questa” il sostantivo boutade? In effetti, non Le mancherebbero buone ragioni.

  • Come nelle belle famiglie numerose di un tempo, Luigi Di Maio ha moltissimi gemelli, ma tutti spingono nella stessa direzione: il Bene del Paese;
  • La cosiddetta riforma della legge Fornero, vista dall’esperto: liberi di andare in pensione a morire di fame. A quel punto dovrete sperare che arrivi a sostegno la spesa assistenziale, come accade già oggi;
  • Il Campidoglio disciplina l’assegnazione del tesoretto di monetine della Fontana di Trevi: scopriremo presto quante andranno perdute nel percorso;
  • La ripresa portoghese poggia su emigrazione, azione della Bce e manifattura automobilistica, entrata nelle catene del valore della Spagna;
  • Non dovrebbe essere difficile organizzare un robusto reddito di fancazzismo cittadinanza: basterebbe razionalizzare la pletora di quelli impropri che già abbiamo;
  • Non solo Ue: anche negli Stati Uniti c’è un serio problema di riscossione delle tasse sulle vendite online;
  • L’irresistibile richiamo sinistro della foresta: dopo Castro e Maduro, in difesa di Lula accorrono i compagni italiani;

Dal primo giro di consultazioni del capo dello Stato, per quadrare il cerchio e dare agli italiani un governo che li deluderà profondamente, a causa di aspettative patologicamente gonfiate, emerge soprattutto un riscontro: il M5S è in continuo divenire, diciamo così. Letteralmente scorre. E in questo scorrere, guardato da molti commentatori politici con sguardo che varia dall’incuriosito al benevolo, si rischia di trovare oggi posizioni ben differenti da quelle di ieri e di domani. Ma dietro c’è un disegno superiore.

di Vitalba Azzollini

In Italia capita spesso di domandarsi da dove origini la vocazione di titolari di pubblici poteri a lasciare immutato quanto non funziona e a modificare, invece, ciò che si dimostra efficace. Ma, a ben guardare, più che la vocazione, sono sempre i soldi a muovere ogni cosa. La vicenda riguardante le monete lanciate dai turisti nella Fontana di Trevi ne è dimostrazione palese.

Su Ft Alphaville, un’esaustiva analisi del “boom” che l’economia portoghese sta vivendo, l’antefatto del periodo di incubazione della crisi, i presumibili cambiamenti strutturali dell’economia del paese dal 2013 e le criticità prospettiche, tra cui ne svetta una: la fine dell’easing quantitativo della Bce, con interessanti ma circoscritte analogie con la situazione italiana.