In Italia abbiamo una certezza: ogni legislatura ha il suo tentativo di produrre una nuova legge elettorale, costruita in modo sartoriale per premiare la coalizione pro tempore al governo, o più spesso per penalizzare l’opposizione, e destinata ad essere affondata dal voto degli elettori. La legge elettorale spesso è la matrice che deve produrre governi stabilissimi ed in grado di distillare le pozioni miracolose che porteranno alla rinascita economica. Tali pozioni tendono ad essere differenziate per schieramenti, tra destra e sinistra, ma entrambe fanno leva sul feticcio del moltiplicatore keynesiano.

Audito ieri in Commissione Lavoro alla Camera riguardo alle proposte di legge sulla rappresentanza sindacale, che si intrecciano anche col dibattito su come strutturare un’ipotesi di salario minimo, il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha rivelato alla nazione come innalzare i salari “automaticamente” e vivere felici. Come non averci pensato prima?

  • Lavorare meno per essere più produttivi? Prima bisognerebbe comprendere cosa è realmente quell’oggetto misterioso (per gli italiani) chiamato produttività;
  • Nel frattempo, prosegue l’immaginario boom del mercato italiano del lavoro, grazie a due fondamentali misure pentastellate;
  • Carta, penna e calamaio: come assorbire il tempo del personale dei centri per l’impiego con l’invio di raccomandate ai percettori di Naspi;
  • Dalla inesauribile fucina di “indicatori” di Marco Fortis, ecco a voi la raccolta punti per avere in premio più deficit per i leggendari investimenti;

L’anno è appena iniziato ma il vibrante think tank dei nostri esperti da quotidiano macina nuove meravigliose idee per fondere proiettili d’argento e paletti di frassino e riportare il nostro paese agli antichi splendori. E così, dopo il concorso a premi di Marco Fortis sulla raccolta di avanzi primari, oggi tocca analizzare una proposta non meno suggestiva elaborata, sempre sulle colonne del Foglio, da Massimo Mucchetti.

Un paio di giorni addietro, è uscito sul Foglio un commento-proposta di Marco Fortis su come richiedere ed ottenere dalla Ue un premio per la cosiddetta virtuosità finanziaria dell’Italia, identificata dall’autore nella presenza di un avanzo primario che persiste da molti anni; addirittura 27, precisa Fortis, con l’unica eccezione del 2009. Unico problema è che questo avanzo primario non è una medaglia al valore bensì al fallimento, e da premiare c’è assai poco.

Dopo la “proposta” della neo-premier finlandese, Sanna Marin, di ridurre l’orario di lavoro a 24 ore settimanali su quattro giorni a retribuzione invariata, immancabili sono giunte le entusiastiche reazioni di approvazione dall’Italia. Per l’occasione, sono state rispolverate proposte che ricalcano la gestione delle crisi d’impresa e la solidarietà “difensiva” è stata trasformata in “espansiva”.