Per l’attualità della settimana, l’eclatante contraddizione tra il boom del trasporto aereo passeggeri e le disastrate condizioni dei vettori italiani; le previsioni d’inverno della Commissione Ue, con la crescita dell’Italia che resta ultima con distacco ma con la soddisfazione dei politici di maggioranza per il reddito di cittadinanza che “puntella” consumi e Pil assai meno di quanto costi ai contribuenti.

Presentato ieri alla Camera il settimo rapporto di Itinerari previdenziali, il centro studi di welfare diretto da Alberto Brambilla. Da cui si evince ciò che è noto da tempo: l’Italia è una repubblica previdenziale, nel senso di pensionati ed aspiranti tali, fondata sull’assistenza. Ed ancora una volta le due dimensioni risultano pressoché inscindibili, contrariamente ad una certa propaganda sindacale.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

c’è davvero da recriminare contro il destino cinico e baro, per colpa del quale è stato solo dal 2016, con la modifica apportata al decreto “trasparenza” (d.l.gs 33/2013) da parte di una delle tante “riforme Madia” che l’Italia si è dotata della potentissima arma contro la corruzione, consistente nell’obbligo per i dirigenti pubblici di pubblicare sui portali delle amministrazioni datrici di lavoro la dichiarazione dei loro patrimoni.

Gli anglosassoni lo chiamano “il gusto del mese“, rifacendosi ai gelati o ad altri alimenti, noi lo traduciamo come “quarto d’ora di popolarità”. Applicato alla politica, diventa invece un tormentone che dura in media un anno e a volte anche oltre. Di solito si tratta delle cosiddette “riforme”, più spesso della legge di bilancio dell’anno successivo. Quest’anno, ma anche il precedente, si tratta della cosiddetta rimodulazione Iva, che continua a mettere a dura prova la logica.

  • Ennesimo episodio nella triste storia del paese in cui ogni governo annuncia di aver ridotto le tasse, salvo poi scoprire che la pressione fiscale resta stabile o tende ad aumentare;
  • Come assassinare il secondo pilastro previdenziale e spostare i relativi fondi ad alimentare lo schema Ponzi del primo? Appunti di lavoro del presidente Inps;
  • Come si riduce lo spread? Per Innocenzo Cipolletta, basta un aumento dell’avanzo primario, da ottenere con una bella stretta fiscale. Come non averci pensato prima?

Ieri, sul Sole, è apparso un editoriale dell’economista Innocenzo Cipolletta, uomo che ha solcato decenni di vita pubblica italiana in vari ruoli, da direttore generale di Confindustria a presidente di FS e che tuttora ha una discreta collezione di gettoni di presenza in vari consigli di amministrazione, tra pubblico e privato. Già il titolo è inquietante: “Una manovra alla Ciampi con tassa anti deficit“. Lo svolgimento è pure peggio.

Tra i molti effetti collaterali dei tassi d’interesse bassi, nulli o negativi, c’è anche la sopravvivenza di aziende che, in condizioni di tassi che abbiamo conosciuto sino ad alcuni anni addietro, avrebbero chiuso. Sono le aziende zombie, le non-morte, quelle che rappresentano un problema ed un costo per la società. E che potrebbero divenire un problema ancora più grande se i tassi tornassero a crescere.