Dopo una giornata di esaltanti bocciature “tecniche”, o meglio da parte della realtà, oggi il nostro prestigioso esecutivo sovranista, intento a comprarsi le elezioni europee e quelle italiane, ha deciso che si procede, business as usual, o i più autarchici “me ne frego”, “se indietreggio, uccidetemi”, “molti nemici, molto onore”, che tanto bene hanno portato al titolare del copyright di quei claims. Ma la giornata di ieri è stata interessante soprattutto perché ha fornito alcune indicazioni su quanto potrebbe attenderci a breve.

Il vostro titolare intervistato ieri a Economia24 su RaiNews su manovra e numeri del lotto del DEF. Qui il link alla puntata, dove avrete modo di ascoltare anche il ministro Paolo Savona affermare che sinora i mercati hanno sinora reagito “positivamente” e che comunque l’Italia “può crescere del 2,5%-3%”, visto che lui sui modelli econometrici “non è l’ultimo arrivato”. Non vi starò ad ammorbare commentando le scemenze che sto leggendo e sentendo sulla manovra.

Dal 1975 esiste l’EITC: è un assegno calibrato a beneficio dei lavoratori a reddito medio e basso, in particolare quelli con figli

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Mentre in Italia si dibatte su un improbabile reddito di cittadinanza che, ove mai vedesse la luce, finirà ad essere un sussidio di fatto incondizionato ed un disincentivo all’offerta di lavoro, ci sono paesi che da molto tempo hanno cercato di supportare i cosiddetti working poor, chi lavora ma percepisce un reddito talmente basso da esporre al rischio povertà.

Altre osservazioni spicciole domenicali su quello che ci aspetta se gli scappati di casa daranno seguito alle loro minacce contabili. Cominciamo dalla domandona che molti patrioti si fanno: perché questo deficit così basso e che replica quanto fatto in passato da altri governi italiani è diventato improvvisamente la pietra dello scandalo? Sarà mica un complotto contro di noi, eh? Eh?

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

quando si parla di proporre ai destinatari del reddito di cittadinanza tre “offerte di lavoro” congrue, il cui ingiustificato rifiuto implica la perdita del sussidio, esattamente cosa si intende? In questi giorni, il tema è particolarmente incentrato sulla questione relativa a “chi” avrà il compito di proporre le opportunità di lavoro. Secondo il Governo, la competenza sarà dei centri per l’impiego, che per questa ragione dovranno essere rinforzati (e, per far funzionare davvero il sistema, non poco).

logo-r24-newIl Governo ha inviato al Parlamento la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (DEF). Deficit al 2,4% nel primo anno per poi scendere negli altri due anni con “realistiche” previsioni di crescita dell’1,5% nel 2019, dell’1,6% nel 2020 e dell’1,4 nel 2021. Il reddito di cittadinanza e la controriforma (cit. Fornero) delle pensioni, la cosiddetta quota 100, rappresentano quasi la metà dell’intero importo della manovra.

  • Analisi non esaustiva del DEF, il copione di un film fantasy che rischia di trasformarsi in horror-splatter;
  • Un paese ostaggio della propria credulità si dirige verso il più clamoroso episodio di autolesionismo nazionale della storia contemporanea;
  • In precedenza, il ministro dell’Economia aveva cercato di scavare una trincea, per sé ed il paese, commettendo qualche errore da matita blu;
  • Nel frattempo, il destino cinico, baro e burocrate si accanisce contro i nostri banchieri, a cui hanno infilato dei Btp in portafoglio a loro insaputa;
  • Attendendo il reddito di nullafacenza, ecco la lista della spesa per i Centri per l’impiego;
  • Non sarebbe un governo patriottico se non sfidasse il nemico a sparare, in caso pure aiutandolo;
  • Siamo in autunno ma c’è chi, malgrado l’età, punta sulla cabrio;
  • Dai no-euro ai no-Unieuro (società quotata in borsa), il passo è breve. E tra le grandi riforme, gli accertamenti fiscali passeranno dall’Agenzia delle Entrate alla Guardia di Finanza;
  •  Lo so, me l’avete fatto a sushi con “ma l’Italia non è la Grecia”, ma almeno riflettete sul loro vantaggio rispetto a noi;

Oggi su MF, giornale che appartiene ad un gruppo editoriale che fa delle lamentazioni contro “i burocrati” e “gli stranieri” (meglio se tedeschi e francesi) la leva della propria strategia di marketing, è ospitato un commento di Corrado Sforza Fogliani, presidente di Assopopolari, che se la prende con gli immancabili “burocrati” che, a suo dire, avrebbero inflitto un pesante danno alle banche italiane di minori dimensioni, con una modifica contabile che di fatto scarica immediatamente sui bilanci l’aumento dello spread. Proprio un destino cinico, baro e burocrate, signora mia.