Dal Documento di Economia e finanza, licenziato ieri dal consiglio dei ministri, ma di cui al momento non pare essere disponibile la versione finale ma solo una bozza circolata ieri pomeriggio, alcune spigolature per aiutarci a prendere coscienza dell’enorme golfo tra desideri e triste realtà, fatta di una stagnazione perniciosa che si spera non diverrà recessione conclamata. Pensate quanto sono generoso: non lo credevate possibile, vero?

Gli altri ci odiano, il deficit non esiste, la Bce è autoritaria, la globalizzazione ci fiacca. I mantra vittimisti portano allo schianto

di Mario Seminerio – Il Foglio

Come in uno stanco rituale, anche l’ultimo aggiornamento delle previsioni di crescita per l’Italia, elaborato questa volta dall’Ocse (ma il teatrino si ripete per qualsiasi ente di ricerca ed organizzazione internazionale si azzardi a prevedere la “sottoperformance” della nostra economia), è stato accolto a Roma e dintorni da fremiti di sdegno pavloviano ed accuse di condotta anti-italiana, frammiste a concetti del tipo “voi non capite, le cose non stanno in questi termini”. Ogni volta, pare che agli incauti previsori sfugga la “ricetta segreta”, quella che metterà pepe e benzina nella crescita italiana. Ogni volta, mestamente, i consuntivi ratificano che l’ingrediente magico non è affatto magico, e spesso si rivela addirittura tossico.

È sempre viva l’ipotesi di un’imposta patrimoniale nel dibattito pubblico. L’ha rilanciata il segretario della Cgil, Maurizio Landini, ma in realtà è un tema di riserva sempre presente ogni volta che si accenna agli sgangherati conti pubblici italiani.
Ne parliamo con Massimo Bordignon, docente di Scienza delle finanze all’Università Cattolica di Milano, collaboratore de Lavoce.info.

Cari lettori,

tempo addietro (ormai oltre un anno), il sottoscritto ed alcune altre persone sono state querelate in sede penale e insieme chiamate a rispondere dei danni in sede civile dal dirigente Consob Marcello Minenna. Riguardo al sottoscritto, Minenna asseriva l’intento diffamatorio di due miei tweet del dicembre 2017; in uno di essi, richiedevo una risposta di Minenna alle domande contenute in questo articolo di Luciano Capone. Nell’altro, esprimevo perplessità sulla procedura che regola le promozioni all’interno di Consob, senza minimamente esprimere giudizi di merito nei confronti del querelante.