I nuovi spasmi sul Btp, con lo spread sul decennale tornato in area 300 punti base, sono il frutto del dilettantismo e dell’improvvisazione con cui questo esecutivo sta gestendo una delicatissima legge di bilancio per il 2019. Dentro questa cornice, che conosciamo da tempo, si muovono le correnti più strutturate e strategicamente consapevoli di quanti stanno spingendo il Paese verso l’Incidente.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

prendiamo atto che la manovra economica in corso di redazione farà partire nel 2019 il reddito di cittadinanza. È opportuno, allora, sulla base delle per ora poche notizie di dettaglio sul funzionamento del reddito, immaginare cosa occorra per gestire il progetto, senza scendere in questa fase nella discussione di merito sull’utilità della misura.

Oggi sul Sole c’è l’attesissima intervista a Giovanni Tria dopo la sua personale Caporetto sui numeri del deficit pubblico. Pur se pesantemente ammaccato, il ministro risponde con sufficiente lucidità ai rilievi ed agli interrogativi, e tenta di tracciare la strada che attende lui ed il paese nei prossimi mesi. Alcune considerazioni oggettive e fattuali si affiancano a speranze e programmi che appaiono piuttosto impegnativi. O che fanno tenerezza, a seconda dei punti di vista.

Da questo pomeriggio il mio account Twitter risulta sospeso. Premetto che non ho ricevuto alcuna comunicazione a motivare quanto accaduto, né ho idea di quale colpa possa essermi macchiato. Ho avviato la procedura di “appello”, come la chiamano loro, che deve essere realizzata rigorosamente in inglese (poco male), ma la cosa singolare è che mi viene chiesto di spiegare i motivi per cui contesto la sospensione.

E così, il sedicente “governo del cambiamento” ha gettato il debito oltre l’ostacolo, approvando una nota di aggiornamento al Def che prevede un rapporto deficit-Pil al 2,4% per ben tre anni, per finanziare nuova spesa senza copertura. Vinte le resistenze del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, le cui dimissioni sono probabilmente state bloccate dal presidente della Repubblica, almeno per ora. Avremo giorni e settimane molto interessanti.