Cari lettori,

tempo addietro (ormai oltre un anno), il sottoscritto ed alcune altre persone sono state querelate in sede penale e insieme chiamate a rispondere dei danni in sede civile dal dirigente Consob Marcello Minenna. Riguardo al sottoscritto, Minenna asseriva l’intento diffamatorio di due miei tweet del dicembre 2017; in uno di essi, richiedevo una risposta di Minenna alle domande contenute in questo articolo di Luciano Capone. Nell’altro, esprimevo perplessità sulla procedura che regola le promozioni all’interno di Consob, senza minimamente esprimere giudizi di merito nei confronti del querelante.

Dopo tre anni di crescita, seppur modesta, l’Italia è entrata in recessione nel 2018. Le previsioni per il 2019 non destano alcun ottimismo. Il Centro studi di Confindustria e l’agenzia di rating Standard and Poor’s, per citare gli ultimi in ordine di tempo, prevedono infatti un Pil per il 2019 con una crescita allo zero o poco più.
Ne parliamo con Andrea Montanino, direttore del Centro studi di Confindustria.

Oggi l’Office for National Statistics britannico (ONS) ha pubblicato alcuni dati molto interessanti, riferiti ai conti nazionali del quarto trimestre 2018. Da essi si evince che le famiglie britanniche continuano ad indebitarsi su base sostenuta, ormai ininterrottamente dal referendum sulla Brexit (ricordate? Pare passata un’era geologica, eppure sono solo tre anni o poco meno). Fiducia nel luminoso futuro o inconsapevolezza dei rischi?

L’autocrate alla guida della Tuchia, Recep Tayyip Erdogan, ci dà sempre molte soddisfazioni, appena si mette ad armeggiare con le leve dell’economia. Forse perché ci ricorda cosa accade quando si scorda che la realtà impone vincoli insuperabili, o forse per quel suo orientamento cosi fieramente sovrano e sovranista, da cui anche i nostri saltimbanchi vorrebbero prendere spunto, prima che la loro farsesca parabola si concluda tragicamente (per il nostro paese). Oggi parliamo del tentativo delle autorità turche di non far svalutare la lira, costi quel che costi. E costa moltissimo, in effetti.

Mentre il paese si prepara ad andare a sbattere con violenza contro gli scogli della realtà, con un deterioramento delle condizioni economiche frutto delle scelte demenziali di questo governo, tali da pompare incertezza ed amplificare la negativa congiuntura globale e soprattutto europea, ci sono poche speranze che il paradigma fallito che ci ha portati sin qui possa essere rovesciato in tempo per evitare il naufragio. Anzi, è assai probabile che questo stesso paradigma verrà riproposto da qualsiasi altra forza politica ambisca al timone del relitto Italia.

Oggi su L’Economia del Corriere c’è un’analisi di Quota 100 realizzata da Alberto Brambilla, presidente del centro studi Itinerari previdenziali ed ex consulente della Lega in materia pensionistica. Sono valutazioni che confermano quello che diciamo da tempo: anche l’altro “grande” provvedimento di questo governo sfascia-conti, oltre al reddito di cittadinanza, si risolverà in un danno di lungo periodo per casse pubbliche e contribuenti.