Per l’attualità della settimana, la proposta del presidente francese Emmanuel Macron sui Recovery Bond, a pochi giorni da un consiglio europeo che potrebbe essere decisivo, in un senso o nell’altro, per il futuro di Ue ed eurozona; senza suonare il “liberi tutti”, riflettiamo sul fatto che, ovunque in Europa, si è verificata un’ecatombe nelle RSA. In quanto, come e dove la gestione italiana della pandemia è stata differente da quella di altri paesi?

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare

mentre il Paese è ancora immerso nell’emergenza coronavirus e la “fase 2” può solo essere programmata (restando chiaro che un ritorno “secco” alla normalità non sarà possibile), infuria la questione relativa alla fruizione delle ferie. Mentre una quantità di lavoratori impegnati in attività indifferibili e che non si possono fermare (dalla sanità alla logistica) agognerebbero le ferie, per quasi la restante parte dei lavoratori, soprattutto dell’ambito pubblico, si assiste ad uno spettacolo kafkiano.

A intervalli regolari ed alta frequenza, la politica italiana si fa dei viaggi psichedelici. Da un paio di giorni, il tema è diventato “ma perché non usiamo il MES senza condizioni che ci viene offerto?” E giù tutti a fantasticare, da Confindustria a Romano Prodi passando per Silvio Berlusconi ed altri padri più o meno nobili del paese. Contrari restano i sovranisti letteralisti, quelli che “se si chiama MES, è una fregatura: meglio i Btp patriottici”. Ognuno sogna a modo proprio.

di Vitalba Azzollini

In epoca di Covid-19 la trasparenza è un bene oltremodo importante. David Kaye, special rapporteur dell’ONU sulla libertà di espressione, ha esortato  «i governi a (…) garantire che tutti gli individui, in particolare i giornalisti, abbiano accesso alle informazioni». E la commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic, ha evidenziato che la pandemia non può essere una scusa per limitare «l’accesso delle persone alle informazioni». Eppure, sin dall’inizio dello stato di emergenza da Coronavirus, è stata palese la mancanza di trasparenza nelle scelte dei decisori nazionali: in primis il Presidente del Consiglio, cui due decreti-legge (n. 6/2020 e n. 19/2020) hanno consecutivamente conferito poteri molto ampi.

In caso vi fosse sfuggito, ieri sul Sole è comparsa una imprescindibile intervista in cui il leader del movimento delle Sardine, Mattia Santori, ha illustrato la proposta “solidale” per produrre subito liquidità a beneficio di chi boccheggia. L’ho riletta più volte ma continuo ad aver problemi di comprensione. Colpa mia, ovviamente.

Per l’attualità della settimana, l’esito dell’Eurogruppo, la posizione italiana e il rinvio alla sede naturale del Consiglio europeo per gli “strumenti finanziari innovativi”; la nuova azione della Fed a sostegno delle aziende statunitensi; la proposta Pd di una addizionale sui redditi, bizzarramente da molti definita “patrimoniale”, peraltro con gettito risibile.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

sul Corriere della sera del 10 aprile, il professor Sabino Cassese nell’articolo “I nemici nascosti” spiega con una precisione sin qui mai vista sulla stampa generalista, in genere abituata ad abbaiare contro la “burocrazia” più per ottenere lettori e consensi che per analizzare i fatti, quali siano le cause delle oggettive difficoltà operative dell’amministrazione in Italia.