Nei giorni scorsi, il governo argentino ha modificato la missione istituzionale della banca centrale nazionale, che ora è quella di “promuovere, nei limiti delle sue possibilità entro la cornice di politiche stabilite dal governo nazionale, la stabilità monetaria, finanziaria, occupazione e crescita economica con equità sociale. Tanta roba. Più semplicemente, la banca centrale ha perso anche l’ultima parvenza di indipendenza legale ed è ufficialmente diventata il salvadanaio del governo della Presidenta Cristina Fernandez.

L’Argentina ha un problema di inflazione. Nel senso che ha una inflazione elevata ed un governo che sta facendo di tutto per impedire che della medesima vengano pubblicati numeri realistici. Il tasso ufficiale di inflazione tendenziale, calcolato dall’Instituto Nacional de Estadística y Censos (INDEC) è al 9,7 per cento in gennaio, mentre istituti privati (ripetutamente minacciati dalla Presidenta Cristina Kirchner), riuniti sotto l’organizzazione chiamata Inflación del Congreso (che riporta ad una commissione parlamentare) calcolano un valore di poco meno del 23 per cento.