«In primo luogo, i tagli di tasse di Bush hanno avuto un enorme effetto negativo. Se scadessero tutti come previsto, alla fine del 2012, i futuri deficit sarebbero all’incirca dimezzati, a livelli sostenibili. In secondo luogo, un bilancio in salute richiede un’economia in salute; le recessioni creano danni riducendo il gettito fiscale. Il governo deve stimolare la domanda e creare occupazione in recessioni profonde, anche se ciò peggiora il deficit nel breve termine. Terzo, i tagli di spesa da soli non chiuderanno il gap. La cronica carenza di gettito d’imposta da ripetuti tagli fiscali è semplicemente troppo profonda per essere colmata con soli tagli di spesa. Le tasse dovranno aumentare»

Teresa Tritch, New York Times

Beh, si, essendo la pressione fiscale federale oggi sotto al 15 per cento, minimo degli ultimi sessant’anni, appare difficile pensare ad una manovra fatta di soli tagli di spese.

di Mario Seminerio – Linkiesta

Non bastasse una situazione internazionale infuocata, il Presidente degli Stati Uniti si trova a fronteggiare una situazione economica interna davvero complicata. A dicembre ha ottenuto il via libera dei Repubblicani ad un allungamento dei sussidi per la disoccupazione, in cambio di esenzioni fiscali fatte da Bush e ora confermate. Il risultato è un deficit aggiuntivo di 900 miliardi, mentre continuano ad esserci 5 disoccupati ogni nuova posizione lavorativa offerta.

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nei giorni scorsi Barack Obama ha presentato il progetto di bilancio federale da 3700 miliardi di dollari che dovrebbe ridurre il deficit statunitense di 1100 miliardi di dollari in un decennio. Il piano è già stato considerato insufficiente dai Repubblicani, i quali tuttavia restano su posizioni molto ambigue riguardo le aree in cui operare dei tagli. La corsa alle presidenziali del 2012 è così cominciata, e Obama non appare più così sfavorito.