Spremuta di tasse, ma trionfa sempre Bush

Contravvenendo allo spirito natalizio ed alla quiete sintetica che di solito caratterizza l’inizio anno di noi decadenti occidentali, ci corre l’obbligo di segnalarvi un piccolo dettaglio sul cosiddetto “accordo” tra Casa Bianca (e Democratici) e Repubblicani per “evitare” l’ormai celebre Fiscal cliff , che molti giornalisti italiani avevano già adottato come surrogato delle profezie Maya.

Prove tecniche di salto dalla scogliera

Dopo la riconferma di Barack Obama alla Casa Bianca, la realtà bussa (anzi, picchia i pugni) sulla porta: mercati azionari in picchiata sul timore del fiscal cliff, la stretta fiscale automatica che a Capodanno farà la festa all’America ed al mondo e che promette una stretta al Pil Usa dell’ordine del 4 per cento (ma verrà evitato, anche se non …

Leggi tutto

Dove l’America rischia di diventare come l’Italia

Non è particolarmente rilevante (tranne che per il provincialismo degli italiani, probabilmente) che Barack Obama abbia incassato l’endorsement dell’Economist. Comunque vadano, le elezioni presidenziali di martedì prossimo porteranno (o manterranno) alla Casa Bianca un uomo che dovrà lavorare duramente per evitare il declino americano. Un declino che la sconfinata potenza militare ed economica, oltre alla “creatività” della Federal Reserve, peraltro …

Leggi tutto

I crediti d’imposta di Obama

Il discorso di Barack Obama sullo Stato dell’Unione segna per molti aspetti l’avvio della campagna elettorale del presidente incumbent, toccando alcuni temi sensibili per l’elettorato. Tra essi, c’è ovviamente quello fiscale e della diseguaglianza. Dopo aver ripreso e rilanciato la Buffett Rule, quella sorta di principio fiscale in base al quale un imprenditore (o manager, o banchiere) non dovrebbe pagare …

Leggi tutto

Di presidenti e spese

Riguardo questo grafico, pubblicato giorni addietro sul New York Times, alcuni lettori ci hanno chiesto il motivo dell’assenza, tra le spese imputate a Barack Obama, delle operazioni militari tuttora in corso, quali Iraq ed Afghanistan. Per spiegare meglio questo punto (ed altri) può essere utile partire da uno strafalcione sesquipedale, compiuto sulla rete da qualcuno che si definisce (yawn) libertarian.

Che serve per porre fine allo psicodramma del debito americano

«In primo luogo, i tagli di tasse di Bush hanno avuto un enorme effetto negativo. Se scadessero tutti come previsto, alla fine del 2012, i futuri deficit sarebbero all’incirca dimezzati, a livelli sostenibili. In secondo luogo, un bilancio in salute richiede un’economia in salute; le recessioni creano danni riducendo il gettito fiscale. Il governo deve stimolare la domanda e creare …

Leggi tutto

Resta aggiornato!

Iscriviti alla nostra mailing list e ricevi gli aggiornamenti nella tua casella email

Grazie! Riceverai una mail di conferma. In caso non avvenisse, ricordati di guardare anche nella cartella antispam

Uh-oh, qualcosa è andato storto!

Send this to a friend