All’indomani della sentenza di appello che assolve Silvio Berlusconi nel cosiddetto processo Ruby, le lancette dell’orologio italiano sono state gioiosamente riportate indietro, ed ora è tutto un affannarsi di retroscenisti politici (la categoria che meglio di qualsiasi altra incarna il declino del paese) intorno ai cosiddetti “nuovi scenari” che questo evento produrrà. Le cose non stanno così, ma quando si vive in una foresta pietrificata a volte i miraggi abbondano.

Prendete buona nota che, per Forza Italia, la copertura del bonus Irpef di 80 euro, auspicabilmente esteso a pensionati ed incapienti, non deve passare per la tassazione del risparmio (siamo d’accordo), bensì deve essere ottenuta tramite

(…) la dismissione del patrimonio pubblico immobiliare e la cessione di quote delle Poste e dell’Eni. Soldi con cui eliminare la Tasi almeno sulla prima casa e sostenere economicamente famiglie e imprese. Mentre in prospettiva l’obiettivo è di aumentare pensioni minime, tagliare l’Irap, eliminare l’Imu su terreni agricoli.

E non dimenticate le dentiere ed un trenino elettrico, per i bimbi e non solo.

Nel caso vi fosse sfuggito, il deCav Silvio Berlusconi, l’autentica peperonata della vita politica italiana, data la tendenza ormai neurovegetativa a ripresentarsi, con le sue fiabe e le sue ricostruzioni “storiche” da diva del muto nell’epoca delle balle in technicolor renziste e grilline, è tornato ad accamparsi sui media, non solo quelli della Casa. Nulla di inedito, s’intende, ma qualche ruttino degno di menzione emerge ancora.