I volenterosi referendari di zio Vlad

Nei prossimi giorni si terranno i referendum farsa per l’annessione alla Federazione russa di porzioni di territorio ucraino al sud e all’est. Il copione è lo stesso visto nel 2014 per la Crimea. All’epoca, numerosi esponenti politici italiani manifestarono il loro fervente appoggio all’iniziativa, sostenendo l’aggressione anche con grottesche motivazioni di “autodeterminazione”, con grande sprezzo del ridicolo e abituale ostentazione di crassa ignoranza storica.

Sono andato a recuperare un minuscolo campionario di notizie Ansa, tra il 2014 e il 2017, per darvi un assai parziale quadro delle argomentazioni usate. Non è certamente esaustivo, lo ribadisco per evitare i soliti “e gli altri, allora?” che molti di voi hanno assunto come manifesto di vita improntata al pensiero binario. Anche altri personaggi, tuttora politicamente in vita, si sono esibiti in imbarazzanti peana all’invasore.

Qualcuno tra loro è rimasto coerente sull’asse Mosca-Pechino che da sempre lo caratterizza. Altri hanno deciso di essere Defensor Fidei dell’atlantismo, anche se le loro radici culturali c’entrano assai poco con l'”atlantismo”. Washington val bene una messa, dopo tutto.

Si dice spesso, citando il buon Keynes, che “quando le situazioni cambiano, io cambio idea”. Il problema è che alcune situazioni non sono mai realmente cambiate. Come l’ipocrisia di gente che pensa di essere astuta o dotata di un malinteso realismo da nipotini di Machiavelli o Guicciardini, che è in realtà altro. Lo so, potremmo liquidare il tutto e autoassolverci come comunità nazionale con la solita considerazione: “questa è l’Italia di Alberto Sordi, non è mai cambiato nulla”. Il problema è che questa Italia ha la stessa credibilità (in realtà inferiore) di un piccolo truffatore di vicolo. E all’estero lo sanno perfettamente. Tra queste pillole di archivio c’è anche una lunga cronaca, che a seconda della vostra sensibilità potrete leggere come sberleffo consegnato ai posteri o produzione dell’Istituto Luce. Buona lettura.

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Referendum Crimea: Bertot (Fi), voto tranquillo, come Italia
(ANSA) – SEBASTOPOLI (CRIMEA), 16 MAR 2014 – “Una votazione tranquilla”, simile a “quelle viste spesso in Italia”: così Fabrizio Bertot, europarlamentare di Forza Italia, uno degli ‘osservatori’ internazionali invitato in Crimea dalle autorità locali. “Ho parlato con gli italiani di Crimea, mi hanno detto di essere tranquilli e liberi di scegliere l’opzione che preferiscono”, ha aggiunto in conferenza stampa a Simferopoli. Oltre a Bertot è presente Valerio Cignetti, presidente dell’Alleanza Europea dei Movimenti Nazionali (Fiamma Tricolore): “Non capisco il perché di tanta agitazione nei media internazionali, ci è sembrato tutto estremamente calmo”

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Crimea: Salvini dal presidente Duma, la sosterremo a Bruxelles
(ANSA) – MOSCA, 14 OTT 2014 – “La settimana prossima torneremo a Bruxelles dove siamo pronti ad iniziare la nostra battaglia per il riconoscimento della repubblica di Crimea e per la revoca delle sanzioni anti russe”: lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, incontrando oggi a Mosca Serghiei Narishkin, presidente della Duma, il numero quattro della
gerarchia istituzionale russa.

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Berlusconi con Putin in Crimea, bagno folla a Yalta
(ANSA) – MOSCA, 11 SET 2015 – Un omaggio alle vittime italiane nella guerra di Crimea a Sebastopoli, una degustazione di vini nella più grande cantina del mondo, una visita al palazzo
Livadia che ospitò la conferenza di Yalta e un caloroso bagno di folla: sono le tappe della lunga giornata trascorsa oggi da Silvio Berlusconi insieme all’amico Vladimir Putin in Crimea, dopo due giorni a Sochi. Si tratta della prima visita di un ex capo di governo europeo dopo l’annessione da parte di Mosca della penisola sul Mar Nero, che ha fatto scattare il primo pacchetto di sanzioni occidentali contro la Russia e creato un clima da nuova guerra fredda.

Un successo per il leader del Cremlino, come sottolinea la ribalta mediatica riservata all’ evento, che apre tutti i tg della sera. In precedenza avevano messo piede in Crimea solo una delegazione leghista guidata dal segretario del Carroccio Matteo Salvini, lo scorso ottobre, e, in luglio, una decina di parlamentari francesi, guidati dall’ex ministro dei trasporti Thierry
Mariani, poi finiti nella blacklist di Kiev. Altre visite sono state annunciate in autunno da parte del movimento Cinque Stelle e di parlamentari tedeschi [i nostalgici DDR della Linke, ndPh], ma finora nessun leader occidentale di rango aveva osato entrare in un territorio non riconosciuto dalla comunità internazionale.

Berlusconi l’ha fatto con una visita a sorpresa, lasciandosi alle spalle la riforma del Senato e i problemi di politica interna che da tempo sembrano non appassionarlo più, anche se domani ha promesso un video collegamento ad un convegno sull’ Europa organizzato da Antonio Tajani. Ma poi tornerà a godersi il weekend con ‘Volodia’, che aveva già visto due volte a giugno: prima a Roma dopo la sua visita all’Expo, quindi nella regione siberiana dell’Altai, dove avevano passeggiato in montagna e pescato. Quella di oggi appare come una abile operazione mediatica e diplomatica, che consente a Putin di rompere ulteriormente l’isolamento internazionale per la crisi ucraina.

La giornata dei due leader, vestiti in modo informale, è cominciata con la deposizione a Sebastopoli di una corona di rose rosse al memoriale eretto nel 2004 per ricordare i soldati del Regno di Sardegna caduti nella guerra di Crimea (1853-1856), dove combatterono con gli Alleati contro la Russia. “Se vuoi, possiamo realizzare qui un parco dove ciascun soldato abbia il proprio nome, ma ci deve aiutare il museo dell’artiglieria di Torino”, ha suggerito Putin. “Grazie, spasibo“, ha risposto Berlusconi. “Ci penso io, posso anche far arrivare le piante dalla Sardegna”, ha aggiunto. Poi la coppia si è spostata a bordo di un grande elicottero bianco vicino a Yalta: prima al palazzo di Massandra, una residenza di caccia dello zar Alessandro III, e poi alle cantine omonime, fondate nel 1984 dal principe Golitsin: sono le più grandi del mondo, con le loro 500 mila bottiglie. Putin e Berlusconi si sono fermati davanti alla collezione di vini prodotti nella seconda guerra mondiale e soprattutto davanti a bottiglie vecchie di oltre due secoli.

“Si possono bere?”, ha chiesto l’ex premier italiano prima che il presidente russo lo invitasse ad una degustazione. Il momento clou è stato il bagno di folla durante la passeggiata sul lungomare di Yalta, quando entrambi sono stati accolti calorosamente da residenti e turisti, con applausi, foto e strette di mani. Putin si è fatto immortalare con una bimba, mentre Berlusconi ha scherzato avvicinandosi ad un uomo con una grande pancia e rimproverandolo in inglese “too big”. Era da tempo che non si vedeva un Silvio così sorridente e felice.

È seguita una nuova parentesi legata alla storia del Belpase: in un caffè all’aperto i due leader hanno incontrato i rappresentanti della diaspora italiana, di una comunità di Cherson, che hanno contestato di non essere stati inclusi nel decreto firmato da Putin nel 2014 sulla riabilitazione dei gruppi etnici della Crimea vittime di purghe e deportazioni staliniane. Ma il presidente russo ha reagito prontamente promettendo una modifica della legge per inserire anche gli italiani. Dopo una nuova passeggiata sul lungomare con un bis di applausi e apprezzamenti, Putin e Berlusconi hanno concluso la serata allo storico palazzo Livadia, che ospitò la Conferenza di Yalta. “Per l’Italia la conferenza ebbe una importanza molto particolare perché fu decisa la sorte del nostro Paese”, ha osservato il leader italiano prima di fermarsi a guardare la celebre foto di Churchill, Roosevelt e Stalin nel cortile interno del palazzo. Foto di cui hanno avuto in dono una copia.

Ma la visita privata di Berlusconi non è solo una rimpatriata tra vecchi amici o un tour turistico. I due si scambiano opinioni su varie questioni politiche, “inclusi i problemi regionali più urgenti”, ha commentato Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino. “Qualsiasi contatto tra politici e statisti del rango di Berlusconi, a prescindere dal fatto che siano in carica o meno, cadono naturalmente sotto la categoria della diplomazia”, ha proseguito, aggiungendo che Putin attribuisce grande importanza a contatti del genere.

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Forum Yalta: Ciambetti, Crimea esempio autodeterminazione
(ANSA) – YALTA, 20 APR 2017 – “Siete un esempio che stiamo studiando per capire come avete applicato il principio di autodeterminazione dei popoli”. Così il presidente del Consiglio
della regione Veneto, Roberto Ciambetti, parlando alla tavola rotonda dedicata ai rapporti fra Italia e Russia nell’ambito del Forum Economico di Yalta. “L’Occidente – ha detto – non può imporre i propri stili di vita, soprattutto alla Russia che ha un suo percorso e non può diventare qualcosa che il suo popolo non vuole”.

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Forum Yalta: Amidei (FI), sì a rapporti con Crimea
(ANSA) – YALTA, 20 APR 2017 – “Porto il saluto del presidente Silvio Berlusconi, che voi conoscete bene e che è grande sostenitore di Vladimir Putin: siamo qui per dare segnali di collaborazione e dare il via a un percorso di sviluppo insieme. Porterò in Italia e al Parlamento l’attenzione per il potenziamento dei rapporti commerciali fra il nostro paese e la Crimea e la fine al più presto delle sanzioni”. Così il senatore di Forza Italia Bartolomeo Amidei, capo della commissione agricoltura, intervenendo al Forum Economico di Yalta.

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