Nel caso vi fosse sfuggito, il deCav Silvio Berlusconi, l’autentica peperonata della vita politica italiana, data la tendenza ormai neurovegetativa a ripresentarsi, con le sue fiabe e le sue ricostruzioni “storiche” da diva del muto nell’epoca delle balle in technicolor renziste e grilline, è tornato ad accamparsi sui media, non solo quelli della Casa. Nulla di inedito, s’intende, ma qualche ruttino degno di menzione emerge ancora.

Liberals like us – “A Sochi ribadirò la contrarietà dell’Italia a qualunque normativa discriminatoria nei confronti dei gay, nello sport e fuori dallo sport”. Lo ha detto il premier Enrico Letta a Doha confermando la sua partecipazione alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali (Ansa)

E già che c’è, Letta ribadisca a sé stesso ed al mondo che l’Italia continua ad essere priva di una legislazione sulle unioni civili, e che ogni volta che qualcuno tenta di colmare la lacuna, usando nel caso anche ardite espressioni anglosassoni per camuffare abilmente l’iniziativa, le sabbie mobili inghiottono tutto, silenziosamente ed inesorabilmente.

In Italia esistono due Grandi Affabulatori. Entrambi hanno una concezione piuttosto peculiare delle dinamiche democratiche. Uno denuncia sbraitando che in Europa “sta arrivando il fascismo” (che tra le altre caratteristiche ha o dovrebbe avere l’eliminazione del pluralismo partitico), ma al contempo vuole il 51% dei voti, perché non intende fare coalizione con nessuno. L’altro sono vent’anni che subisce scissioni ma prosegue imperterrito a chiedere agli elettori di dargli il 51%, mentre ad ogni elezione crea liste civetta e a questo giro ha pure deciso che l’odiato brand Popolo delle Libertà servirà per il rassemblement del centrodestra (appena andato in frantumi per mano dell’ex concierge Angelino) alle prossime elezioni.

Come sempre accade ad ogni momento di crisi esistenziale nella vita politica di Silvio Berlusconi, anche a questo giro (a maggior ragione) sono ripresi gli spasmi del Pdl (o di come diavolo si chiamerà) per capire che fare da grandi. Ma oggi siamo effettivamente ad un tornante della storia dell’unico caso di partito di plastica che sta decomponendosi manco fosse di materiale organico.