Come già mesi addietro ebbe modo di gettare un sasso in piccionaia lanciando l’allarme sulla sottocapitalizzazione delle banche europee, oggi il direttore generale del FMI, Christine Lagarde, torna a sferzare l’inettitudine europea a gestire la crisi di debito sovrano. E lo fa parlando in Germania, concedendosi anche il lusso di citare Goethe. Non è detto che qualcuno la ascolti, ma qualche innegabile onda d’urto politica la produrrà.

di Mario Seminerio – Libertiamo

Al forum annuale della Fed, a Jackson Hole, in Wyoming, c’era grande attesa per la relazione di Ben Bernanke, da cui mercati ed economisti attendevano lumi circa un eventuale terzo episodio dell’easing quantitivo, l’utilizzo di metodi non convenzionali di espansione monetaria. Mentre Bernanke, pur confessando che gli strumenti a maggiore impatto si trovano al di fuori del campo di azione della Fed (la politica fiscale, ad esempio) ha lasciato aperta la porta a nuove misure di stimolo monetario già dal meeting del FOMC di settembre, la vera notizia è giunta dalla relazione di Christine Lagarde, nuovo direttore generale del Fondo Monetario Internazionale.