Oggi si è tenuto l’incontro annuale del presidente della Consob con i mercati finanziari, che rappresenta (fatte le debite proporzioni), l’equivalente delle “Considerazioni finali” del governatore della Banca d’Italia. Questo è il settimo ed ultimo anno della guida di Giuseppe Vegas, il quale anche a questo giro non ha perso l’occasione per lanciarsi in una serie di pregevoli offtopic, su temi ed argomenti che con la sua Autorità c’entrano assai poco.

A intervalli regolari il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, ama dispensare alcune valutazioni esistenziali sul sistema delle imprese quotate italiane, e non solo. Oggi si è esibito in una valutazione sulla presenza di fondi esteri in alcune realtà bancarie italiane. E’ stato meno netto del solito ma è comunque riuscito a rinverdire una tradizione di commenti non particolarmente centrati.

Sull’operazione Parmalat per il ministro dell’Economia il bilancio non è negativo. “Li abbiamo costretti a un’Opa totalitaria senza colpo ferire: già questo è un risultato concreto”, ha affermato Giulio Tremonti parlando dell’Opa di Lactalis in un incontro con la stampa al termine dell’assemblea annuale della Consob.

Siamo certi che ciò susciterà nuovi brividi di sdegno in quanti considerano il Quirinale come una fonte inesauribile di incostituzionali ingerenze nella sovrana (in)attività dell’esecutivo ma pare che oggi, durante la cerimonia del Ventaglio, Giorgio Napolitano abbia pronunciato la seguente frase:

“L’istituzione governo non può ormai sottrarsi a decisioni dovute, come quella della nomina del titolare del ministero dello Sviluppo Economico o del presidente di un importante organo di sorveglianza come la Consob”

Inescusabile vulnus, in effetti.

Il prossimo 30 giugno il presidente della Consob, Lamberto Cardia, dovrebbe lasciare, dopo sette anni, la guida dell’autorità di vigilanza, poiché per legge il mandato non è più rinnovabile, essendo peraltro già stato prorogato per un biennio nel 2008. Invece, secondo quanto risulta all’agenzia Radiocor, sarebbe allo studio la modalità per posticipare la scadenza motivandola anche con la necessità di garantire continuità alla gestione dell’Autorità di vigilanza in un momento così delicato per i mercati finanziari. Una delle strade percorribili per la proroga di Cardia potrebbe essere l’inserimento di un emendamento nel decreto “salva-Grecia”, approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri e che la settimana prossima passerà all’esame della Commissione Bilancio al Senato. Ufficialmente lo stesso Cardia ha sempre smentito di lavorare per la proroga dell’incarico. Questa cosa ha davvero dell’incredibile, anche in una repubblica delle banane come l’Italia.

Nel numero di Panorama di questa settimana si segnala che il mandato di Lamberto Cardia alla guida della Consob, in scadenza a giugno e teoricamente non rinnovabile, potrebbe invece essere prorogato con apposita leggina, come già avvenuto nel 2007. Abbiamo quindi un mirabile esempio di cattura regolatoria, non da parte del regolato bensì proveniente dal potere politico.