Dopo la retata di novembre, che lo ha trasformato in una prigione dorata per membri della famiglia reale saudita e uomini d’affari come il celebre Alwaleed Bin Talal, l’hotel Ritz-Carlton di Riad torna alla normale ricettività. Nel frattempo, i fermati hanno transato con lo stato saudita, cioè col principe ereditario Mohammed bin Salman (d’ora in poi, MbS), e le stime indicano un gettito straordinario, entro fine anno, di circa 13 miliardi di dollari.

Oggi, sul Giornale, oltre ad una meravigliosa prima pagina in cui si salta a piè pari nella tesi complottista da scarsa dimestichezza con la lingua inglese, di cui si diceva ieri (del resto, Renato Brunetta è editorialista di punta, ed anche di tacco, del foglio sallustiano), c’è una non meno stimolante intervista ad Ettore Gotti Tedeschi dove l’ex capo dello Ior si mette agilmente in scia al mood complottista in cui gli italiani tanto amano sguazzare.

Mentre il Pil dell’Argentina del primo trimestre 2014 si contrae dello 0,8% trimestrale (fonte ufficiale), segnando l’entrata in recessione del paese dopo il meno 0,5% dell’ultimo trimestre del 2013, il Venezuela si avvia a prendere consapevolezza che il capolinea è sempre più vicino, e dovrà fatalmente passare per un’operazione socialmente molto dolorosa ma pressoché inevitabile, al pari di altri paesi emergenti, tutti caratterizzati da corposi ed insostenibili sussidi su alimentari e carburanti/combustibili. Come spesso accade in Venezuela, tuttavia, l’abnorme ed il patologico sono regola di vita.

Alla vigilia di Ferragosto il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha autorizzato l’effettuazione di prospezioni petrolifere al largo delle isole Tremiti, accogliendo la richiesta di una società specializzata. L’autorizzazione ha suscitato le abituali levate di scudi da parte degli ambientalisti e di alcuni politici. Nella fattispecie, l’assessore regionale pugliese alla “Qualità dell’ambiente”, Lorenzo Nicastro, si è lanciato in un grido di dolore di purissima liricavendoliana.

Ieri, a margine dell’ineluttabile workshop Ambrosetti di Cernobbio, il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, rispondendo ad una classica domanda sull’altrettanto classico caro-energia, è riuscito a dire che “se sapremo utilizzare risorse italiane, giacimenti di petrolio e di gas non ancora sviluppati”, anche questo potrà contribuire ad evitare che le bollette “crescano ulteriormente”. C’è da restare basiti.

Su Econbrowser, Jim Hamilton discute un recente paper che mostra come i prezzi delle materie prime negli ultimi anni hanno mostrato una crescente tendenza a muoversi assieme. Tra le cause possibili, l’andamento del dollaro spiega solo una parte del movimento complessivo. E’ possibile ipotizzare, come fonti di domanda, la crescita delle maggiori economie emergenti, ma soprattutto il crescente utilizzo delle materie prime come classe d’investimento.