Invio di lettera attraverso il sito di Poste Italiane. Ora la corrispondenza ordinaria si chiama Posta4 e, come si legge dalla descrizione del servizio, prevede la consegna degli invii

– In quattro giorni lavorativi successivi a quello di accettazione per almeno il 90% dei casi
– In sei giorni lavorativi successivi a quello di accettazione per almeno il 98% dei casi

Che in effetti è un tempo di spedizione molto celere, e che forse esprime la ribellione dei nuovi umanisti contro i ritmi vorticosi delle nostre stressate esistenze. Dopo lo slow food, ecco la slow mail.

Puntata di Ottoemezzo di ieri sera, condotta su La7 da Lilli Gruber. Commenti post quotazione con l’amministratore delegato di Poste italiane, Francesco Caio, il vicedirettore del Corriere, Daniele Manca, ed il vostro titolare. Il concetto di “privatizzazione” all’italiana, i pesanti sussidi incrociati di un’azienda una e trina (assicurazione, banca, azienda di recapiti e logistica), le occasioni perdute nella liberalizzazione dei servizi postali a valore aggiunto e B2B (business to business), la strana definizione di servizio universale, che si spinge sino al recapito degli espressi.

E’ opportuno chiedere venia. Per aver dubitato, dopo averlo elogiato, che Francesco Caio fosse in fondo solo un fedele esecutore dei voleri del suo azionista, e quindi del governo. Pare che le cose non stiano esattamente in questi termini e la cosa non può che fare piacere, in un paese in cui abbiamo visto e vediamo carriere (ad ogni livello, anche nel leggendario privato) costruite sull’acquiescenza, sul tenere famiglia e sul sollecito conferimento del cervello all’ammasso.

Il momento è dirimente. Qui si parrà la nobilitate dei nostri top manager, quelli che con mano ferma hanno guidato il paese verso il disastro, e quelli che si sono fatti venire degli scrupoli da ventitreesima ora ed oltre, applicando criteri minimali di razionalità. Tutto evolve, serve contestualizzare. Anche quando sono passate poche settimane dall’evento che era considerato il padre di tutte le sinergie. Un vero peccato che la realtà continui ad essere così gufa e rosicona.

Il comunicato con cui il governo italiano “esprime soddisfazione per la volontà di Poste SpA di partecipare, come importante partner industriale, all’aumento di capitale di Alitalia”, è un esempio da manuale di come sia possibile partire dal presupposto che i cittadini-elettori siano in realtà dei minus habens o profondamente disinformati, forse perché in altre faccende affaccendati (le loro vite, ad esempio), oppure sufficientemente rimbecilliti dalla visione dei talk show politici che, mai come in questa fase della vita del paese, rappresentano le vere armi di distrazione di massa.