Annunciamo che la spending review, dopo una già grama esistenza, è stata definitivamente messa a riposo, nell’era della disperazione di bilancio, della non cooperazione europea, delle televendite renziste, del frastuono di cocoriti che vedono riforme epocali inesistenti ad ogni angolo di strada. Ma anche nell’era del trionfo della realtà, a cui rendiamo grazie.

Ieri sera, a Ottoemezzo, pregevole performance di Debora Serracchiani (la renziana balneare che lo scorso anno ammoniva  “il governo Letta è l’ultima spiaggia”) sulla tassazione del risparmio. Il governatore del Friuli Venezia Giulia ci spiega il motivo per cui questo governo sta facendo cose “di sinistra”, cioè ci conferma perché l’analfabetismo finanziario e fiscale, in Italia, resta saldamente presidiato ed alimentato dalla sinistra.

Estratto del discorso programmatico di oggi del premier francese Jean-Marc Ayrault davanti all’Assemblea Nazionale, relativo alla politica fiscale:

«La volontà di questo governo è di sollecitare soprattutto quelli che sono stati esonerati dallo sforzo collettivo. Il collettivo di bilancio tornerà sull’incomprensibile alleggerimento della patrimoniale (ISF) e dei diritti sulle grandi successioni, lo scudo fiscale, l’esonero fiscale delle ore di straordinario nelle imprese con oltre 20 dipendenti che scoraggia la creazione di nuovi impieghi. Le classi popolari e le classi medie saranno risparmiate, perché sarà abrogato il rialzo dell’Iva programmato per ottobre»

Oggi, sulla “stampa amica” del premier, riaffiora l’ennesima riproposizione di un tema che abbiamo sentito più e più volte negli ultimi quindici anni: le primarie del Pdl.