Il frastuono mediatico, provocato dalle idiozie di Pat Robertson, ha finito col distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale dalle ultime imprese di Hugo Chavez e del suo regime. L’ultima, in ordine di tempo, è il tentativo di imporre la presenza di due funzionari dello stato nei consigli d’amministrazione delle banche che operano in Venezuela, siano esse domestiche o estere. La misura coinvolgerebbe anche istituti spagnoli, quali il Bbva ed il Banco Santander che in Venezuela controllano, rispettivamente, Banco Provincial e Banco De Venezuela. La mossa fa parte della strategia chavista per la realizzazione del “socialismo nel Ventunesimo secolo”, che prevede il progressivo controllo e condizionamento sull’erogazione del credito, come in ogni progetto rivoluzionario che si rispetti. La presenza di funzionari governativi permetterebbe di orientare l’erogazione del credito, e di rafforzare il sistema di premi e sanzioni per le aziende che tardassero ad introdurre il nuovo precetto chavista, che prevede che almeno il 20 per cento degli organismi aziendali di indirizzo e controllo debba essere riservato ai lavoratori. Ma questa è solo la punta dell’iceberg:

E così, sembra proprio che la via per rilanciare l’agonizzante export europeo sia quella della vendita di armi a regimi autoritari. Dopo la vicenda della eliminazione dell’embargo sulla vendita di sistemi d’arma evoluti alla Cina, che verosimilmente ambirebbe ad utilizzare tali sistemi per ricondurre all’ovile la pecorella smarrita Taiwan, ecco un’altra geniale trovata, ideata dalla fertile mente del Progressista più trendy del momento: José Luis Rodriguez Zapatero.