Oggi il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha espresso un auspicio:

«Se gli obbligazionisti saranno ristorati al cento per cento, lancio il grido d’allarme per quei 205.000 risparmiatori che hanno acquistato azioni non per speculare, ma ritenendo le azioni più sicure delle obbligazioni e investendovi i pochi loro risparmi: secondo me andrebbero trattati alla stregua di obbligazionisti e non di azionisti. E penso e spero che la partita sia chiusa, ma che, nell’accordo, ci siano ancora margini per recuperare questo aspetto sociale»

L’appetito vien ristorando, in effetti.

Oggi il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha espresso tutta la sua preoccupazione per il futuro del credito nella sua regione. Ne ha motivo, vista la periclitante condizione di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. È di oggi l’accorato appello di Zaia:

«Spero che queste due banche [Veneto Banca e Popolare Vicenza, ndPh.] restino con dei capitali e dei riferimenti stabili in Veneto ma non solo per un fatto identitario ma anche per un fatto di economia: abbiamo 600 mila partite Iva, famiglie e imprese che hanno bisogno di un istituto di riferimento» (Ansa, 8 giugno 2016)

Ma che significa “istituto di riferimento”? Forse Zaia pensa che, se in Veneto non agisse una banca con capitali veneti, i residenti non vedrebbero più prestiti? Ebbene sì, il rischio esiste.

di Piercamillo Falasca (via Libertiamo)

In un recente intervento pubblico, il premio Nobel Rita Levi Montalcini si è interrogata sulla paura per gli Ogm, così diffusa nell’opinione pubblica e spesso subita – quando non cavalcata – dalla politica. La senatrice a vita l’ha definita “una forma di superstizione”, da combattere “come tutte le cose inesistenti che possono essere più pericolose di quelle esistenti”. Avendo in gran dispetto lo Stato etico, figurarsi se noi di Libertiamo sopporteremmo un eventuale Stato “superstizioso”. E non c’è dubbio che di superstizione si nutre l’ideologia ambientalista dominante: sul riscaldamento globale, sul nucleare, sugli organismi geneticamente modificati. Ogni dato confuso e ogni teoria strampalata possono servire a confermare la diffidenza anti-industriale e anti-mercato alla base dell’ambientalismo politicizzato.