“Che bocca grande che hai, Umberto” – 2

Wednesday, 8 September, 2010

in Italia

Novembre, il mese in cui i tacchini si avviano (inconsapevolmente) al sacrificio supremo. Accade negli States, potrebbe accadere anche nell’Italietta padanizzata se Umberto Bossi , il Grande Stabilizzatore, porterà alle estreme conseguenze la sua richiesta-minaccia al premier. O Silvio Berlusconi si dimette sua sponte, a fine settembre, oppure la Lega potrebbe non votare i leggendari cinque punti dell’ennesima riscrittura programmatica berlusconiana (ne abbiamo perso il conto, nell’ultimo decennio).

Che c’entrano i tacchini? I tacchini stanno a Nord del Po, sono tacchini del Pdl in angosciosa attesa di essere spazzati via dall’onda verde, che arriverà sino alla “ridotta appenninica” del Partito democratico. Sono tacchini azzurri che potrebbero decidere di fare il salto della quaglia e santificare l’articolo 67 della Costituzione, anziché l’italica versione del Thanksgiving. E che farebbe Silvio, in tal caso? Ve lo abbiamo già detto, finirebbe a istoriare il Museo della Padania. Forse con un bel salvacondotto giudiziario, o forse no, dipende da quanto crescerà la Lega. Ma era una profezia troppo facile.

Ecco quindi che il premier ha deciso che, “per il bene del paese”, tacere bisognava e andare avanti, bevendo tutti gli amari calici del caso. Soprattutto ora, che siamo talmente autorevoli in giro per il mondo. Prevediamo giorni difficili per Minzolini, che ieri sera già si spenzolava dalla balaustra costituzionale, spiegando agli italiani assisi al desco serale come e perché elezioni è bello. La vediamo difficile anche per Feltri e Belpietro, ma loro sono notoriamente soggetti multi-lealisti. Attendiamo l’operazione-recupero che il premier sarà costretto a mettere in campo, per indurre Bossi a rinfoderare lo spadone. Qualche nuova concessione sul federalismo onirico che i discendenti di Penelope stanno tessendo ormai da lunghi anni, forse qualcos’altro.

Ma voi non distraetevi: una mattina potremmo svegliarci, aprire il giornale (con la minuscola e non) e scoprire che anche i leghisti rubano, fanno collezione di auto blu e hanno case in paradisi fiscali, chissà.

Share Button

Previous post:

Next post: