Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Argentina, decrescita valutaria agli inferi

in Economia & Mercato/Esteri

Nel grafico qui sotto, l’andamento delle riserve valutarie argentine in tutto il loro splendore, dopo l’introduzione dei più fantasiosi controlli sui cambi (di cui tuttavia la Presidenta nega l’esistenza) visti da tempo immemore. In due anni, persi 15 miliardi di dollari, pari a circa il 30% dello stock iniziale. Cose che capitano, quando si conduce una politica economica da ubriachi e si tenta di rimediare alla sbronza bevendosi sempre nuovi bicchierini fatti di vincoli, limitazioni, espropri, nazionalizzazioni, eccetera.

Il tutto avendo una politica fiscale ancora fortemente espansiva, che contribuisce al deflusso valutario assieme alla allegra stampa di moneta per chiudere i buchi fiscali. Piccolo aggiornament0: i cedines, la genialata studiata per rimpatriare dollari senza troppa puzza sotto il naso, che nelle intenzioni del governo doveva fruttare 4 miliardi di dollari, ha incassato al 30 settembre 370 milioni di dollari. Come ampiamente previsto, vista la grande credibilità del governo argentino nel rispettare patti e contratti. La sanatoria valutaria prosegue quindi, a grande non-richiesta, sino alla fine dell’anno.

Unica via, per l’Argentina, è lasciare fluttuare liberamente il peso, portandolo al suo valore di equilibrio col dollaro, attuando al contempo una normalizzazione delle condizioni di politica fiscale (cioè una stretta distruttiva, di quelle che riempiono le piazze e svuotano i negozi, per effetto di saccheggi e sollevazioni). Vediamo quanto tempo ci impiegheranno. In caso contrario, al progressivo calare delle riserve in dollari, se il governo di Buenos Aires cercherà futilmente (e stupidamente) di non avviare l’aggiustamento stringendo la politica fiscale, l’inflazione effettiva passerà dal 25-30% attuale ad un multiplo di tale valore, ed anche qui avremo piazze piene e negozi vuoti, per i motivi detti poco sopra. Un interessante caso di bivio che conduce sempre alla stessa destinazione.

BoA-argentina-reserves

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