Una risposta a Jim Momo, da un elettore radicale

Caro Federico, posso essere d’accordo (anzi, lo sono certamente) con il giudizio che esprimi su questo centrodestra. Non è liberale, non è liberista. E’ dirigista, colbertiano, inetto, protettore dei poteri forti (Fiat e sindacati in primis), incline ad un clericalismo pavloviano e compulsivo, incapace di sviluppare un qualsivoglia riformismo liberale, sia esso debole o forte. La domanda (frusta e banale, lo so) sorge spontanea: e dall’altra parte? Ieri Mastella, noto liberale, ha dichiarato (davanti alle telecamere): “Pannella PORTA IELLA“. E Rosy Bindi ha detto che occorre aspettare, prima di considerare i radicali come parte integrante dell’Unione, forse perché i radicali hanno “contaminato” uno dei soci fondatori dell’Ulivo.

Portiamo liberalismo blairiano? A chi, esattamente? Agli incappucciati arcobaleno? A Bertinotti che, in ottima compagnia di Verdi, Pdci e correntone diesse, ambisce alla patrimoniale ed al superamento della proprietà privata e considera Blair diretta emanazione del demonio? Davvero tu vedi molte luci liberali che si accendono tra i diesse? Quali esattamente, quelle di Unipol e della sua impeccabile cultura di mercato? Tu vedi Enrico Morando, Franco Debenedetti, mettiamoci pure Michele Salvati: tre splendidi panda, nulla da ridire.

Sai cosa penso? Che nessuno degli attuali poli si trova in un assetto stabile, altra acqua dovrà passare sotto i ponti, altri traumi economici dovranno colpire questo disgraziato paese e la sua irresponsabile classe politica per spezzare questo maleficio chiamato guerra civile fredda, questo continuo guidare fissando ossessivamente lo specchietto retrovisore.
Ma sai quale è il mio timore? Che in Italia esista (questa si bipartisan) una vasta conventio ad excludendum sui nomi di Marco Pannella e, dio non voglia, Emma Bonino. Potresti dirmi che se le cose stanno realmente in questi termini, questa è una medaglia al valore, non un’onta, e non avresti tutti i torti. Ma io credo, invece, che occorrerebbe attrezzare il partito radicale alla nuova fase storica, interna ed internazionale, che stiamo vivendo. Ha un qualche senso politico invitare Ruini a “farsi una canna”? Non credi che, goliardate a parte, questo sia il modo migliore per mettersi volontariamente in un angolo, quello dell’anticlericalismo manierista di alcuni decenni fa (quelli di Pannella, appunto), e perdere ogni e qualsiasi opportunità per fare sentire la propria voce nei confronti di un problema reale, la bulimia di potere temporale di cui la Chiesa italiana fornisce quotidianamente nuovi esempi? C’è una conventio ad excludendum contro Marco Pannella. Bene, anzi male. E come se ne esce? E’ tempo di ringraziare Marco e pensare ad una rigenerazione ideologica del partito, o meglio ad un suo adeguamento ai tempi? Io credo di si, e questo processo non può (ovviamente) essere guidato da Pannella. La cinquantennale leadership carismatica radicale sta rappresentando un freno al cambiamento. Questo è un parricidio politico? Forse si, lo fece anche Craxi al Midas, molti anni fa, e una rilettura storica di quello che successe dopo mi suggerisce che fece la cosa giusta. Mi viene da pensare, scusa la bestemmia antimaggioritaria, che forse col proporzionale ci sarebbe effettivamente spazio per un movimento blairiano del 4-5 per cento, e forse più. Ma dobbiamo arrangiarci con quello che abbiamo. Per le altre obiezioni, sottoscrivo quelle di Semplicemente Liberale nella risposta al tuo post: Tony Blair è un corpo estraneo nel Labour, lo è da sempre, lo sarà sempre, anche quando la sua leadership verrà consegnata alla storia e noi qui, nella foresta pietrificata chiamata Italia, vedremo il ghigno ultraottuagenario dello stalinista Armando Cossutta, neo-alleato di Pannella, sorridere compiaciuto per la fine dell’era blairiana.

Ma una cosa vorrei aggiungere: io leggo una qualche contraddizione tra la definizione sprezzante che dai di Della Vedova, Taradash e degli altri che aderiscono al progetto dei “salmoni” liberisti: da un lato, essi sarebbero spezzoni che fungano da orpelli buoni per Liste civetta, purché rimangano spezzoni cioè senza Pannella e senza Bonino, altrimenti tornano i veti e tutti lo sappiamo; dall’altro, esprimi stima per Benedetto Della Vedova e tanti sinceri auguri, magari riuscisse a portare un raggio di luce in quella casa così tetra. Stima e auguri per un orpello-spezzone? Quella casa è tetra, hai completamente ed incondizionatamente ragione. E quella dove Pannella cerca di entrare risplende di luce liberale? No, Federico, io dissento dalla tua posizione. Questo partito radicale necessita di una rifondazione. Ma anche per il partito radicale non è più tempo di Grandi Timonieri.