Dedica

Dedicato a chi crede ancora nei valori dello sport, a chi è convinto che si dovrebbe sempre giocare secondo le regole, a chi pensa che aggirare una regola salvando la forma ma violando la sostanza debba comunque essere considerato moralmente inaccettabile, a chi pensa che una società sportiva, organizzata come società di capitali in regime privatistico, dovrebbe essere assogettata alle regole del mercato, e non a quelle della piazza. A chi lotta contro ogni doping, sanitario ed amministrativo:

(ANSA) – ROMA, 20 dic – ”Anche l’appello (del processo alla Juve, ndr) mi ha dato ragione. Nel 1998 dissi che il calcio doveva uscire dalle farmacie e se c’è una certezza inequivocabile, evidenziata in entrambi i gradi di questo processo, è che si abusava di farmaci. Anche se io inizialmente non avevo parlato di Juve… E, se lo avessi fatto, avrei sbagliato: la Juve non aveva bisogno di entrare o uscire dalle farmacie, perché la farmacia se l’era fatta in casa” dice Zdnek Zeman, intervistato dal CORRIERE DELLA SERA.

”Il giudice, a differenza di Casalbore, non ha seguito la perizia di D’Onofrio, che faceva risalire all’Epo lo sbalzo innaturale di emoglobina. Pur continuando a credere che un perito, in materia, ne sappia più di un giudice, ne prendo atto. Vedremo, se l’accusa farà ricorso, come si esprimerà la Cassazione. Ma quegli sbalzi restano, non sono naturali e non si spiegano. L’abuso di farmaci, anche a scopi non terapeutici, invece non è stato negato, ma confermato. Per le leggi dell’epoca non era punibile, oggi lo sarebbe. Se hanno cambiato le leggi vuol dire che quelle che c’erano non andavano bene. E non c’è nulla di cui essere felici, fieri e orgogliosi nell’aver commesso qualcosa di sbagliato prima che venisse considerato tale. Si possono evitare le condanne penali, non quelle morali”.

Si riferisce all’esultanza in aula di Giraudo, Agricola e Moggi? ”Quell’esultanza – dice il tecnico boemo – è l’immagine della loro sconfitta morale. Sembrava avessero vinto una Coppa dei Campioni. Mi piace vedere dirigenti o giocatori che esultano all’interno di uno stadio, dopo una vittoria, e non in un’aula di tribunale dopo una sentenza che non nega i fatti. Le balbettanti testimonianze dei giocatori, che sembravano concordate con il medico, restano. Rossano, il farmacista che ha patteggiato la pena, resta. E’ stata tutta colpa sua? E trovo triste che si considerino puliti con 281 tipi di farmaci in casa. Al contrario dei farmaci che si trovano in una casa, il 75% di quelli della Juve necessitavano di ricette mediche che non sono state compilate. In una casa non si trovano medicinali per uso ospedaliero. Basta con le ipocrisie e la falsa informazione. Sento sempre parlare di Voltaren e antidolorifici. Negli armadietti della Juve c’erano anche farmaci per gravi problemi neurologici, altri che si usano in sala operatoria, altri per gravi disfunzioni cardiache, altri per malati terminali… Roba da cronicario, ma in campo quelli della Juve non sembravano malati, anzi”.

Zeman, ma lei che vuole? ”Che il calcio torni ad essere uno sport dove le regole valgono per tutti e che in futuro non ci sia più bisogno di un giudice ordinario per cercare la verità”.