Abbiamo il programma, anzi no

Ieri le agenzie di stampa hanno diffuso la bozza del programma dell’Unione. Oggi è arrivato, con puntualità svizzera, il niet della sinistra radicale. Ma vediamo i dodici temi programmatici più da vicino, con qualche nostra piccola nota a margine:

UNIONI DI FATTO “Riconoscimento giuridico di una forma di relazione capace di assicurare prerogative e facoltà e di garantire reciprocità nei diritti e nei doveri.”

RITIRO DALL’IRAQ “Se vinceremo le elezioni, immediatamente proporremo al Parlamento italiano il rientro dei nostri soldati, definendone, anche in consultazione con le autorità irachene, al governo dopo le elezioni legislative del dicembre 2005, le modalità affinché le condizioni di sicurezza siano garantite”.

Splendida giravolta. Ritiro immediato, ma consultazione con le autorità irachene per garantire le condizioni di sicurezza. Come ribadito dal presidente iracheno, Talabani, durante la sua recente visita in Italia, ad oggi non vi sono le condizioni per il ritiro delle truppe italiane. Ce ne andiamo, anzi no.

LIBERTÀ DI STAMPA, RAI “Il Parlamento garantirà il rispetto della missione di servizio pubblico e dell’autonomia e nuovi criteri di nomina dei vertici assicureranno l’autonomia manageriale. Solo così la Rai potrà così diventare un grande gruppo multimediale la cui unitarietà dovrà essere preservata come condizione di forza industriale, editoriale e produttiva”.

Ma la Rai non andava privatizzata? L’autonomia manageriale dei vertici è quella di Zaccaria e Morrione?

POLITICHE FISCALI “Le politiche finanziarie e fiscali devono puntare a correggere gli squilibri sociali e territoriali, a combattere l’impoverimento prodotto dalle dinamiche del mercato e dal centro destra».

Lottiamo contro questo cattivone di mercato. Quindi, inasprimento della tassazione. E poiché il maggior gettito si ottiene (per definizione) spremendo la classe media, il piatto è servito.

SOSPENDERE IL PONTE SULLO STRETTO “Riguardo al ponte sullo Stretto di Messina proponiamo di sospendere l’iter procedurale in atto e di valutare in concreto le effettive priorità infrastrutturali nel Mezzogiorno: dal sistema autostradale e ferroviario alle reti idriche, dalla politica dei porti al piccolo cabotaggio.”

Questo è il punto che ha fatto maggiormente inviperire i verdi, perché sembra suggerire subliminalmente che il progetto, a fronte di un esito positivo delle verifiche di compatibilità ambientale ed economica, possa essere ripreso. Non sia mai! La valutazione d’impatto ambientale è la tela di Penelope dell’estremismo ecologista, ma Prodi non se ne è ancora accorto.

GIUSTIZIA “Dobbiamo rimuovere tutti gli aspetti del nuovo ordinamento giudiziario in stridente contrasto con i principi costituzionali e, dove necessario, intervenire con provvedimenti di sospensione dell’efficacia di quelle norme della legge delega che potrebbero ledere il principio di unità, uguaglianza e parità di trattamento, e rendere impossibile successivamente un nuovo e diverso riordino della magistratura.”

La Consulta non ha ancora dichiarato incostituzionali le leggi del governo Berlusconi in tema di giustizia, ma non importa: il Tribunale del Popolo unionista le ha già condannate a morte. Ma non sarebbe meno ipocrita dire che si procederà a cambiare la legislazione per motivi “normalmente” partisan, anziché continuare a sciacquarsi la bocca con la sacra acqua della Costituzione? Segnaliamo poi l’obiettivo di “rendere impossibile successivamente un nuovo e diverso riordino della magistratura”. Qui avremmo noi un suggerimento, anzi due, per raggiungere questo obiettivo strategico: o si abrogano le elezioni o si stabilisce che l’unica entità abilitata a legiferare in materia di giustizia è il Csm. Che dite?

SUPERAMENTO DELLA LEGGE TRENTA “Siamo contrari ai contenuti della legge Maroni e dei suoi decreti attuativi”. Così la Bozza del Programma dell’Unione annuncia «il superamento», ma non l’abrogazione, della legge n.30 del 2003, che la Cdl ha ribattezzato legge Biagi. Le forze che compongono la coalizione si impegnano a considerare “il lavoro a tempo indeterminato come la forma normale di occupazione.”

Ecco il principio: il lavoro a tempo indeterminato è la forma “normale” di occupazione. Ciò significa, molto banalmente, che al primo reality check di aumento della disoccupazione indotto da nuove rigidità introdotte sul mercato del lavoro, si procederà a riattivare una qualche legge Treu a caso. Ah, però il lavoro a tempo indeterminato resta la forma “normale” dell’occupazione. Questo cartello sarà affisso in ogni call center.

CONCORRENZA BANCARIA ALL’ANTITRUST Affidare “la stabilità di tutti gli intermediari finanziari (e non solo delle banche) alla vigilanza della Banca d’Italia; la vigilanza sulla trasparenza e la tutela dei risparmiatori in tutte le sezioni del mercato finanziario ad una Consob rafforzata; la garanzia della concorrenza (anche per il mercato bancario) all’Antitrust.”

Toh, una proposta intelligente…

SÌ A ELECTION DAY Secondo l’Unione la Costituzione “si cambia assieme”, a sottolineare che non verranno riproposte riforme “a colpi di maggioranza”. L’Unione propone la razionalizzazione delle scadenze elettorali “con l’accorpamento delle elezioni politiche e amministrative ravvicinate”. La bozza prevede anche l’attribuzione al premier del potere di proporre al Capo dello Stato la nomina e la revoca di ministri e sottosegretari, una migliore regolamentazione della questione di fiducia, prevedendo limiti specifici al suo esercizio e l’introduzione della cosiddetta sfiducia costruttiva, con l’esplicita indicazione di un successore. ”

Mea culpa sulla riforma del Titolo V della Costituzione, approvata a maggioranza semplice negli ultimi giorni della scorsa legislatura. No alla dittatura del premier, che si sceglierà i ministri ma dovrà ottenere la firma del notaio del Colle. La democrazia è salva. Condivisibile l’istituto della sfiducia costruttiva.

RIDURRE IL QUORUM PER INDULTO E AMNISTIA Il quorum dei due terzi per approvare indulto è amnistia per il centrosinistra è troppo alto. E così, proprio mentre si discute alla Camera della possibilità di concedere o meno i provvedimenti di clemenza, nel programma dell’Unione si prevede di modificare l’articolo 79 della Costituzione per ridurlo.

INCOMPATIBILITÀ E BLIND TRUST Per risolvere il conflitto di interessi, l’Unione propone, nella bozza di programma, una soluzione triangolare: la revisione del regime delle incompatibilità; l’istituzione di un apposita autorità garante; l’obbligo di conferire le attività patrimoniali a un blind trust.

Il conferimento di Mediaset ad un blind trust è tecnicamente impossibile, come già segnalato da eminenti giuristi di tutte le aree politiche nella scorsa legislatura, perché preliminarmente il gruppo andrebbe ceduto, e ciò rischierebbe di suscitare accuse di violazione dei principi costituzionali relativi al diritto di proprietà. Se non hanno approvato una legge sul conflitto d’interessi nella scorsa legislatura, come possono riuscirci nella prossima, con queste premesse metodologiche?

RIDURRE I COSTI DELLA POLITICA Le prime soluzioni individuate per tagliare i costi sono la riduzione del 50% dell’organico degli uffici di diretta collaborazione delle amministrazioni centrali, la riduzione dei «benefici impropri e dei privilegi» per le posizioni dirigenziali di vertice e l’affermazione piena del principio di trasparenza, anche attraverso la pubblicazione on line degli stipendi dei dirigenti pubblici superiori a 200.000 euro l’anno o degli incarichi extra e delle consulenze.

Appalti alle Coop, la soluzione. Oppure convincere Marrazzo e Bassolino che chi fa da sé fa per tre.

ANCHE QUOTA ESTRAZIONI SETTIMANALI LOTTO PER RISANARE BILANCIO CULTURA “Riteniamo necessario destinare una quota dell’otto per mille e una quota degli introiti provenienti dalle estrazioni infrasettimanali del lotto alla cultura, attribuendole al bilancio del Ministero per i beni e le attività culturali.”

Ma davvero questo è un punto programmatico di governo? Eppure, sfruttare l’abuso di credulità popolare, insito nel gioco del lotto, per finanziare la cultura ci pare vagamente classista. Mah…

UNA GRANDE STAGIONE DI ALFABETIZZAZIONE; PIÙ SOLDI A INSEGNANTI Per rilanciare la scuola l’Unione intende “sfruttare la sua forza principale: l’autonomia”, investire “sui giovani migranti, sulle loro intelligenze e su un incontro di culture che parte dai giovani”. “Vogliamo rendere l’insegnamento una scelta appetibile per i migliori talenti, uomini e donne, così che la qualità della scuola possa beneficiare della loro formazione e qualificazione.” L’obiettivo è quello di «portare tutti i ragazzi al conseguimento di un titolo di studio superiore” e “attuare una decisa lotta contro la dispersione scolastica e formativa, con l’obiettivo di rientrare nella media del 10%.” Inoltre “incrementare fortemente l’utenza dei nidi entro la fine della legislatura”; mantenere l’articolazione in scuola elementare e media, di durata di otto anni; elevare l’obbligo di istruzione gratuita fino a 16 anni (primo biennio della scuola superiore); innalzare l’età minima per l’accesso al lavoro dai 15 ai 16 anni. Bisogna riconquistare la fiducia degli insegnanti, sottolinea il programma. E per farlo vengono indicati tre piani: valorizzazione del loro ruolo, rendendoli protagonisti del nuovo progetto culturale e portando le retribuzioni di tutto il personale al livello dei Paesi europei, lotta ad ogni forma di precarietà e rilancio della formazione.

Finalmente l’emulazione del modello europeo, applicata agli insegnanti. Auspicabile mutuare da quel modello anche il numero di ore lavorate dai docenti, e l’introduzione di meccanismi di valutazione della qualità della didattica più oggettivi e meno legati alla stretta osservanza del pensiero unico marxista. Nessun cenno alla copertura finanziaria degli adeguamenti economici per gli insegnanti, ma quello è uno dei soliti seccanti dettagli dell’economia. E poi, restano sempre le rendite finanziarie da tassare, no?

BASTA CON I CONDONI EDILIZI “Basta con i condoni edilizi”. “Ci impegniamo – sottolinea il documento – a non varare nuovi condoni e a potenziare attività e misure di prevenzione, di controllo e dissuasione, nonchè piani di recupero del territorio che passino anche attraverso l’abbattimento delle opere abusive, a partire da quelle realizzate nelle aree vincolate”

PENSIONI, SARÀ ELIMINATO GRADINO CHE INNALZA BRUSCAMENTE SOGLIA “Con la tendenza all’aumento della vita media, l’allungamento graduale della carriera lavorativa dovrebbe diventare un fatto fisiologico”. La bozza di programma dell’Unione affronta la questione ‘spinosa’ della disciplina pensionistica. Tuttavia, va eliminato l’inaccettabile gradino che innalza bruscamente e in modo del tutto iniquo l’età pensionabile, come prevede per il 2008 la legge approvata dalla maggioranza di governo.”

In astratto, questa misura è condivisibile. In pratica, occorrerà verificare che non si trasformi nel cavallo di Troia dell’introduzione di esenzioni e rilassamento dei requisiti di pensionamento. Se così fosse, per colmare il buco previdenziale, ci resta sempre la tassazione delle rendite finanziarie.

RIPRISTINARE IL FALSO IN BILANCIO “Ritornare al falso in bilancio come reato di pericolo, abrogando la disciplina introdotta nel 2002 dalla riforma del diritto societario del governo Berlusconi”: è quanto prevede la bozza di programma dell’Unione. Inoltre il documento punta ad “incidere sulle forme di ‘chiusura proprietaria’ come gruppi piramidali, accordi e patti di sindacato.”

Ecco il nuovo nemico di classe: i patti di sindacato e le piramidi azionarie. Cosa diranno a Holmo e Finsoe? Rinunceranno a Unipol? E a RCS? Entrerà la contendibilità anche nel sancta sanctorum di via Solferino, con il rischio di “inquietanti” rastrellamenti azionari, compiuti da soggetti esterni alla rete dei famigli dei salotti buoni?

TASSE PIÙ ALTE PER RENDITE FINANZIARIE; RESTITUZIONE FISCAL DRAG Ripristinare la tassa di successione per i grandi patrimoni. È uno dei punti di politica fiscale che prevede anche tasse più alte per le rendite finanziarie e precisamente: “La uniformità del sistema di tassazione delle rendite finanziarie a un livello intermedio tra l’attuale tassazione degli interessi sui depositi bancari e quella sulle altre attività finanziarie, con l’esclusione dei redditi di piccoli patrimoni, in coordinamento con l’imposizione societaria e la tassazione di dividendi e plusvalenze azionarie.” Il programma dell’Unione punta inoltre al sostegno alle responsabilità familiari attraverso la riforma degli assegni al nucleo familiare con una correlata revisione dell’Irpef. “Al posto degli attuali assegni e delle attuali deduzioni sarà organizzato un unico trasferimento condizionato dalla situazione economica familiare.” Si prevede la restituzione del fiscal drag e la riforma del catasto in modo da rendere coerenti i valori e le rendite con i valori di mercato dei cespiti immobiliari e la contestuale revisione delle aliquote al fine di non inasprire il prelievo complessivo, soprattutto sulla prima casa.

Il ripristino della tassa di successione sui grandi patrimoni avrà valore puramente simbolico, in termini di gettito, servirà invece a riattivare le fiduciarie, i prestanome, le elusioni ed in definitiva la verosimile riesportazione dei capitali rientrati nel paese attraverso lo scudo fiscale, inclusi quelli di qualche top manager cooperatore. Ma vale la regola aurea della politica economica progressista. Non conta la massimizzazione del gettito fiscale, minimizzandone l’impatto sul funzionamento dei mercati. Conta la massimizzazione del valore simbolico della punizione sociale, esercitato dalle aliquote nominali e da alcune forme di tassazione, come quella sulle successioni. Condivisibile la restituzione del fiscal drag.

Se pensate che questo cosiddetto “programma” sia eccessivamente ammiccante verso la demagogia della sinistra onirica, date un’occhiata alle reazioni. A Rifondazione, qualcuno ha già proposto di uscire dalla maggioranza che non è ancora uscita dalle urne elettorali, e di convocare uno sciopero generale contro il governo Prodi che sarà.
Tutto secondo le previsioni. Ci divertiremo, stay tuned

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