La politica estera dell’Unione…

Nella magistrale analisi di Daniele. Solo alcune considerazioni aggiuntive: per una coalizione politicamente impregnata di idelogismo vetero-marxista e di finto multilateralismo, oltre che di autentico antiamericanismo ed assoluta ignoranza del basilare concetto di “interesse nazionale” (verosimilmente respinto perché assimilato ad un’antitesi dell’internazionalismo proletario), essere capaci solo di balbettare frasi fatte e frusti luoghi comuni onusiani non è una novità. La tanto sbandierata “marginalità” e subalternità agli Stati Uniti del nostro paese, addebitata al governo Berlusconi, è destinata ad essere sostituita da altrettanta marginalità e subalternità, questa volta incardinata nel cuore della Vecchia Europa in bancarotta da welfare e da politica estera, il famoso treno franco-tedesco, da tempo finito irrimediabilmente sul binario morto del declino.
Ma ha ragione Daniele: per soddisfare la sinistra antagonista, si crea un simulacro di politica estera e si vive felici.

Riguardo i temi economici del programma unionista, da addetti ai lavori ci pare che le contorsioni linguistiche di Prodi e la cacofonia interpretativa del resto della sua Armata Brancaleone stiano aumentando d’intensità, a misura del disvelarsiarsi delle vere cifre di gettito che poranno realisticamente essere raccolte con lo strumento specifico della tassazione del risparmio. Avremo modo di tornare sull’argomento, ma vi lasciamo con una sola riflessione. Secondo voi, è realistico e credibile parlare di tassazione solo per i titoli di nuova emissione? Mai sentito parlare di arbitraggio?

Valgano, inoltre, le considerazioni di Benedetto Della Vedova:

(…) Se – giustamente – non si volesse modificare la tassazione dei titoli di Stato già in circolazione si rinuncerebbe al solo gettito in grado di manifestarsi nel primo anno.
Se davvero si volesse esentare dalla tassazione i risparmi fino ad una certa entità, allora sarebbe necessario introdurre la nominatività dei depositi, il che richiede tempi lunghi e lascerebbe comunque aperta la possibilità di “spacchettare” gli stessi tra più persone eludendo l’aggravio. (Oppure ancora, occorrerebbe creare un’anagrafe centralizzata dei clienti bancari, per ricondurre a ciascuno di essi i depositi in essere presso più intermediari finanziari ed evitare lo split su più conti, ndPhastidio)

Rispetto quindi alla possibilità concreta di utilizzare l’aumento della tassazione del risparmio per coprire in parte il taglio immediato del cuneo fiscale, l’unica via concreta, allo stato dei fatti, sarebbe quella di una patrimoniale sui depositi obbligazionari.

Sta a Prodi scoprire le sue carte (se le ha), per fare chiarezza e, se possibile, rassicurare i mercati e i risparmiatori che non si stia preparando una stangata.