Dal produttore al consumatore

Il dizionario De Mauro della lingua italiana fornisce i seguenti significati all’aggettivo professionale:

1a relativo alla professione in generale o alla professione che si esercita: orientamento p., esperienza p., competenze professionali; 1b che costituisce una professione: qual è la sua attività p.?; 2 formato da coloro che esercitano la medesima professione: associazione p.; 3 di persona, molto abile, preparata e seria nell’esercitare la propria professione o il proprio mestiere: un truccatore p. | di modo di agire, di tono della voce e sim., serio, che rivela competenza: atteggiamento p.; 4 di attrezzatura, apparecchio e sim., tecnologicamente sofisticato, destinato a essere utilizzato nell’esercizio di una professione o di un mestiere: macchina fotografica p.; 5 dir., di delinquente abituale, che vive, anche solo parzialmente, dei proventi ricavati dai reati compiuti.

Lo scorso gennaio, il titolare di questo sito ha deciso di aderire ad un’iniziativa che definiva se stessa come network di “blog professionali d’informazione”, ed ha aperto su tale network un sito specializzato nell’analisi dei dati macroeconomici provenienti dalle maggiori aree, sviluppate ed emergenti, del pianeta. Lo scorso ottobre, stante l’insoddisfazione per l’involuzione di quella che si dimostrava vieppiù come una semplice piattaforma generalista di blog, simile a molte altre, abbiamo deciso di lasciare il network, dandone comunicazione al gestore. Siamo stati telefonicamente contattati dalla garrula pierre di tale network che, stracciandosi le vesti per la disperazione (“oggi non è una bella giornata”, sob) ci ha invitati a riconsiderare la nostra decisione, promettendo imprecisate iniziative di “rilancio” per un blog che certo non ha mai avuto l’ambizione di uscire da un’audience di nicchia.

Dopo l’uscita dal network in questione abbiamo creato, valendoci dell’eccellente piattaforma gratuita offerta da wordpress.com, un sito dedicato ai temi macroeconomici, che abbiamo denominato anch’esso Macrotrend. Entro pochi giorni, la società che gestisce il network di blog “professionali” ci ha inviato una raccomandata di rescissione del contratto, per mancata osservanza del termine di preavviso e per una fantasiosa “concorrenza sleale” da noi praticata a loro danno attraverso l’apertura del nuovo blog. Accuse così ridicolmente infondate da non essere da noi neppure prese in considerazione.

Giorni addietro abbiamo ricevuto una lettera del professionale legale dell’altrettanto professionale società che gestisce il network di blog non meno professionali, che ribadisce l’accusa di concorrenza sleale, che sarebbe avvenuta (udite, udite) mediante l’indebita appropriazione di informazioni riservate (?, ndPh.), marchi (??, ndPh.) e idee creative (???, ndPh.) appartenenti alla loro assistita (quella dei blog professionali, of course), e ci invita a

1.Cessare e non dare ulteriore corso, direttamente o indirettamente, a qualsivoglia attività comunque costituente violazione delle obbligazioni assunte nei confronti di Blogosfere srl o dei suoi danti causa;

2. Dare corso al ritiro dal web di qualsiasi file pubblicato in violazione degli obblighi contrattuali e legali assunti verso Blogosfere srl o suoi danti causa, con distruzione di tutte le copie di essi, dandomi altresì tempestivo ed inequivoco riscontro documentale dell’assunzione d’impegno ad osservare anche in futuro (per omnia saecula saeculorum, ndPh.) quanto intimato.

A chiusa di questa prosa fluida ed ipnotica, il professionale legale dell’altrettanto professionale società specializzata in blog non meno professionali ci informa che, in caso di inottemperanza (entro il termine di giorni cinque dal ricevimento della comunicazione), procederà con “iniziative giudiziali inibitorie e d’urgenza e risarcitorie, sempre che i fatti non costituiscano altresì illecito di natura penale”. Per parte nostra siamo assolutamente motivati, in caso di condanna penale, a richiedere la grazia al presidente della repubblica, ma confidiamo anche in un qualche provvedimento d’indulto prima di aver terminato d’espiare la nostra pena pur consapevoli che, non essendo di sinistra, non potremo aspirare ad incarichi di consulenti parlamentari. La nostra risposta, se non avete ancora fatto zapping sul vostro browser, è questa:

A vostro beneficio, stante l’assoluta incompletezza dell’informazione che vi è stata fornita dalla vostra cliente, ed a volervi evitare l’esposizione ad una lite che ha tutte le caratteristiche della temerarietà, ritengo utile riassumere l’andamento della vicenda:

1) Il sottoscritto svolge la professione di economista presso la società di gestione del risparmio di una primaria azienda di credito italiana, ed ha ritenuto di aderire al network della vostra assistita sulla base della caratterizzazione di “professionalità” dell’informazione, con il quale la vostra assistita ha pubblicizzato la propria attività. La mia uscita dal network è derivata dalla presa di coscienza che l’espressione “blog professionali d’informazione” è del tutto fuorviante e non corrispondente a verità. In realtà, il network della vostra assistita ospita oggi anche siti personali privi di qualsivoglia caratterizzazione specialistica sui contenuti, tale cioè da poter loro attribuire l’aggettivo professionale, così come inteso dal senso comune. Tale network, quindi, si caratterizza come prevalentemente generalista (i.e. non professionale), e non si differenzia significativamente, per contenuti, da altre piattaforme di blogging, quali ilCannocchiale, Splinder e Blogger. La conclusione del mio rapporto con la vostra assistita deriva pertanto dalla palese violazione, da parte della vostra assistita, dei contenuti e delle prospettive di sviluppo di una rete di blog definita in modo del tutto fuorviante e scorretto, “professionali”. A questo riguardo, il sottoscritto si è sinora astenuto da richieste risarcitorie per il danno subito alla propria professionalità ed immagine pubblica, ed ha altresì ritenuto di non riscuotere i proventi pubblicitari di propria pertinenza maturati nel periodo di collaborazione con la vostra assistita.

2) Riguardo la pretesa violazione del principio di non-concorrenza, così come stabilito dal contratto a suo tempo sottoscritto, tale violazione non sussiste. Il sito da me creato dopo l’uscita dal network della vostra assistita è privo di qualsivoglia scopo di lucro, non recando annunci pubblicitari né sponsorizzazioni di alcun genere.

3) Riguardo la denominazione del mio sito (Macrotrend), essa non rappresenta appropriazione di marchio o di altra opera intellettuale. Infatti, la proprietà intellettuale della vostra assistita è relativa alla denominazione macrotrend.blogosfere.it, e non certo a quella macrotrend.wordpress.com. Da una ricerca svolta sul motore di ricerca Google, limitatamente alle pagine in italiano, il termine Macrotrend risulta presente in circa 596.000 pagine. La vostra assistita, proseguendo analogicamente in simili speciose e pretestuose rivendicazioni di “proprietà” intellettuale, vi fornirà verosimilmente un’imponente mole di lavoro per gli anni a venire, e di ciò mi felicito sin d’ora con voi.

4) Il mio sito non reca alcun logo di proprietà della vostra assistita.

5) Le idee contenute nel mio sito sono frutto di mie elaborazioni intellettuali, cioè sono un prodotto della mia professionalità, acquisita in anni di applicazione alla materia. La vostra assistita non ha mai, in alcun caso, contribuito alla loro elaborazione, non avendone competenza né capacità alcuna. Parimenti inconsistente risulta l’accusa di utilizzo di “informazioni riservate”: le uniche informazioni utilizzate nella realizzazione del mio sito sono quelle relative a dati macroeconomici pubblicati da organizzazioni governative e centri studi internazionali. Non si vede, pertanto, come possa la vostra assistita entrare nel processo di generazione ed analisi di tali informazioni.

6) Da quanto esposto al punto 5, segue pertanto che tutti i files da me pubblicati sul sito macrotrend.wordpress.com (peraltro relativi a fatti ed eventi verificatisi in periodo successivo al termine della mia collaborazione con la vostra assistita) sono di mia assoluta, esclusiva ed incondizionata proprietà, e posso pertanto disporne come meglio ritengo.

7) Le vostre pretese, per indeterminatezza dell’oggetto e per durata di tale pretesa intimazione a non fare, rappresentano quindi un intollerabile tentativo di limitazione del mio diritto all’espressione, diritto costituzionalmente tutelato. Accogliendole, mi sarebbe preclusa a tempo indeterminato la possibilità di scrivere pubblicamente su temi macroeconomici, pretesa di sapore palesemente intimidatorio. Per quanto sopra premesso, invito pertanto la vostra assistita a cessare immediatamente ogni e qualsiasi tentativo di condizionare l’utilizzo delle mie facoltà intellettuali e di appropriarsi dell’opera del mio ingegno. In difetto, informo che procederò in tutte le sedi nei confronti della vostra assistita.

Ora, accantonato l’aspetto più propriamente giudiziario (il senso del ridicolo è come il coraggio di don Abbondio: uno, se non ce l’ha, non se lo può dare), alcune considerazioni a beneficio dei nostri lettori. Se qualcuno tra voi ritiene di avere qualcosa da dire, nella vita e sulla Rete, apra un proprio blog aderendo ad una delle molte piattaforme gratuite esistenti (noi consigliamo l’eccellente wordpress.com), senza firmare contratti con chicchessia; così facendo, potrete disporre della totalità (e non di una frazione) degli eventuali ricavi pubblicitari generati dal vostro blog. Potrete in tal modo essere proprietari esclusivi delle opere del vostro ingegno, ed impedire a soggetti terzi di tentare di appropriarsi del vostro pensiero. I blog possono generare ricavi anche senza l’interposizione di intermediari improduttivi che allungano solo la filiera distributiva. Non è un caso che una simile, grottesca vicenda sia sorta in un paese da operetta quale è il nostro. Per parte nostra, abbiamo deciso di mandare in pensione Macrotrend, e di rilanciare con un nuovo prodotto, che amplierà la copertura di quanto quotidianamente accade nell’economia e sui mercati del villaggio globale. Restate sintonizzati!

Ah, e voi quale definizione scegliereste, tra quelle sopra indicate, per l’aggettivo professionale?

Trackback: The Right Nation

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