La cultura del dubbio

Rignano, Fioroni: tolleranza zero per questi crimini ignobili, chiedo scusa alle famiglie

Dichiarazione del Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni

Siamo di fronte a comportamenti esecrabili di gravità inaudita: gli atti, che pure sono attribuibili alle responsabilità personali dei singoli, non mi esimono tuttavia dal chiedere scusa a tutte le famiglie coinvolte.

Lo chiedo anche a nome delle centinaia di migliaia di docenti e operatori scolastici che quotidianamente si impegnano con serietà e passione nel proprio lavoro e che da tali comportamenti criminali si sentono vittime e umiliati.

Chiederò all’Avvocatura dello Stato, come già purtroppo accaduto per casi di analoga gravità, la costituzione di parte civile da parte del ministero perché si perseguano, sul piano penale, civile e amministrativo le responsabilità di ogni tipo.

Sarà ovviamente tolleranza zero nei riguardi di tali ignobili crimini. Oltre ai provvedimenti di sospensione già adottati da tempo dal Direttore Regionale si procederà all’immediato licenziamento dei docenti coinvolti appena la magistratura avrà concluso il proprio operato. (Roma, 24 aprile 2007)

Avanza a tappe forzate (come ampiamente evidenziato dalla puntata di Porta a Porta di ieri sera) il processo di cognizzazione dei fatti di Rignano Flaminio, cioè dell’approssimazione, pressappochismo e superficialità degli inquirenti nell’acquisizione del materiale probatorio, che finisce col perdere la capacità di stabilire al di là di ogni ragionevole dubbio colpevolezza o innocenza degli indagati, e che in ogni paese civile rappresenta invece la fase più importante del processo di accertamento della verità; quella sottile linea di confine oltre la quale cittadini onesti divengono mostri da sbattere in prima pagina oppure criminali ottengono l’alibi perfetto.

E’ l’altra faccia della medaglia di una giustizia in avanzato stato di decomposizione, attivamente supportata da alcune barbarie “a tesi”, quale il modo di porgere la notizia, come quello usato all’epoca da Repubblica:

“Bufera sull’inventore di Solletico. Oggi lavora per la tv dei vescovi”

Che ha subito attivato le ghiandole salivari di alcuni garantisti a giorni alterni, giunti al sillogismo: è pedofilo, lavora per la tv della Cei. Ergo, la Chiesa sostiene e protegge i pedofili. Dopo la cognizzazione, la vaurizzazione. E’ bello avere certezze, nella vita. E ricordate: in Italia la responsabilità penale non è personale, bensì tribale.