O Rocca, Where Art Thou?

Se eletto presidente degli Stati Uniti, Barack Obama sarebbe disposto ad incontrare separatamente e senza precondizioni, i leader di Iran, Siria, Venezuela, Cuba e Corea del Nord, nello spirito di una “leadership audace”? Il senatore dell’Illinois non ha dubbi.

“I presidenti hanno sempre negoziato, anche con il nemico: Reagan denunciava l’Urss come “l’impero del male” ma trattava con il suo leader Gorbaciov.” Per il senatore è Bush a sbagliare: “Come può ritenere una punizione per gli avversari rifiutare loro il dialogo? È una vergogna che non si siano ancora parlati. Questa è arroganza, è tradire la diplomazia, che invece deve servire proprio a risolvere le crisi“.

Pare si tratti dello stesso Obama che, lo scorso aprile, ha scolpito:

Nessun presidente deve mai esitare a usare la forza, unilateralmente se è necessario, per proteggere noi stessi e i nostri interessi vitali quando siamo attaccati o minacciati di essere attaccati”. Non è George W. Bush. Ancora: “Il momento americano non è passato. Respingo quei cinici che dicono che questo nuovo secolo non possa essere un altro in cui, con le parole di Franklin Roosevelt, guidiamo il mondo nella battaglia contro il male e nella promozione del bene. Io credo ancora che l’America sia l’ultima e migliore speranza sulla terra”

Sono politici, in fondo. Non bisogna prenderli troppo sul serio. E neppure i loro aedi tuttologi con l’iPhone, se è per quello.

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