Asticelle

“Ieri sera ad Arcore si è parlato di un sistema elettorale con uno sbarramento attorno al 4%”, tale cioè da consentire alla Lega l’accesso. Lo ha affermato Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, ai microfoni di Repubblica Radio-Tv, parlando dell’incontro fra il Cavaliere e il leader del Carroccio Umberto Bossi. ”Le asticelle – ha però aggiunto il parlamentare azzurro – in questo gioco vengono sempre abbassate, non alzate” e dunque il 4% potrebbe anche ”cambiare”. Beh, si certo, l’asticella potrebbe cambiare. Magari, quando si parlerà con Clemente Mastella o Oliviero Diliberto o Alfonso Pecoraro Scanio si deciderà che l'”asticella” va posta all’1,5 per cento. E Gianfranco Rotondi, dove lo vogliamo mettere? Portiamo l’asticella allo 0,5 per cento, così magari anche ad Alessandra Mussolini riesce il ventrale o il fosbury.

A Bonaiuti e alla Lega occorrerebbe ricordare che l’ormai stra-ruminato “sistema tedesco” prevede che i partiti che vincono almeno tre collegi uninominali abbiano rappresentanza parlamentare anche se stanno sotto la soglia del 5 per cento. Questo favorisce i partiti a maggior radicamento territoriale, a patto di disegnare opportunamente i collegi. Più in generale, questa discussione su asticelle e accordi neocostituenti a noi fa sorridere, perché l’esito è già precostituito: un bel sistema tedesco all’italiana, per fare spazio a una quindicina di partiti, e vai col liscio.

Le due buone notizie di ieri sono il parere favorevole della Cassazione sulla regolarità della raccolta firme sul referendum Guzzetta-Segni, e l’accordo tra Veltroni e Fini sulla importantissima riforma dei regolamenti parlamentari, per impedire la costituzione (e soprattutto il finanziamento) di gruppi parlamentari che non erano presenti sulla scheda elettorale. Un dettaglio dove spesso si nasconde il diavolo, e che da solo è in grado di annullare anche il referendum più diserbante che possa venir disegnato. Come direbbe il Cavaliere, wait and see, come sempre…