Illustre e prociclico

Una considerazione di disarmante linearità dal rettore designato della Bocconi:

“L’unica ragione per non ridurre le imposte è che mancano le risorse. Il ministro Tremonti lo ha enfatizzato nella sua audizione in Parlamento: «Se il Pil dovesse riprendere a correre» si potranno restituire i soldi ai contribuenti. E altrimenti? Se questa fosse l’impostazione, avremmo una politica fiscale prociclica che amplifica gli shock esterni: quando le cose vanno male si tira la cinghia, quando vanno bene anche la politica fiscale diventa più espansiva. Esattamente il contrario di ciò che bisognerebbe fare.”

L’intero articolo merita una lettura, per la semplicità con cui diagnostica i problemi globali ed illustra le misure di politica economica che il governo dovrebbe adottare per rilanciare la crescita ed il potere d’acquisto. Invece, noi siamo qui ormai a discettare di tariffe amministrate, in un rigurgito di socialismo all’amatriciana che ricorda gli anni ruggenti del pentapartito.

Nella serata di ieri si sono rincorse voci sul ritiro della Robin Hood Tax. Se ciò avvenisse, equivarrebbe alla sconfessione di uno dei provvedimenti-simbolo fortemente voluti dal ministro dell’Economia, che dovrebbe quindi trarne le conseguenze. Per evitare imbarazzi, il provvedimento verrà solo disinnescato e reso quello che è: uno spot al populismo.

Noi abbiamo la sgradevole impressione che Berlusconi abbia troppo frettolosamente dato le chiavi dell’economia italiana a Tremonti, e che di questo passo finirà col rimettere in scena il teatrino del 2001-2006. Ma è sempre in tempo per correggersi. La nostra economia non è esattamente Hair o Cats, le repliche non sempre sono gradite.