Macchiette solari

Ferragostana intervista del Corriere a Giulio Tremonti. Che riesce ad attribuire il “merito” della correzione dei prezzi delle materie prime ad un non meglio specificato intervento dei governi:

«L’aspetto orrendo della speculazione è sul grano, sul mais, sugli alimenti. Anche sul petrolio. Nel giro di sei mesi il prezzo è salito vertiginosamente e poi precipitato. E’ la prova che dietro c’era la speculazione. Da un lato questa ha divorato se stessa, causando recessione, dall’altro ha subito i colpi dell’azione forte di molti governi».

Il prono (o distratto) intervistatore non chiede a Tremonti in cosa si sarebbe sostanziata “l’azione forte di molti governi”: peccato, perché eravamo molto curiosi.

Tralasciamo le evidenze di distruzione della domanda (e di correlativo aumento degli stock) che sono alla base della vistosa correzione delle ultime settimane nei prezzi di molte commodities. E’ tuttavia confortante osservare che il ministro dell’Economia, pur essendo distratto da numerosi “interessi extrascolastici”, quando si applica riesce a produrre intuizioni corrette. Ad esempio, quando parla di una speculazione che “divora sé stessa“. E’ infatti dai rudimenti di economia che sappiamo che gli speculatori fanno soldi solo se comprano “basso” e vendono “alto”, in tal modo riducendo l’ampiezza dei cambiamenti di prezzo tra minimi e massimi nei cicli di mercato che diversamente si manifesterebbe. Gli speculatori agiscono come stabilizzatori dei mercati.

Se, al contrario, essi comprano “alto” e vendono “basso”, finiscono con l’amplificare i movimenti di prezzo, e perdono soldi. E se perdono soldi abbastanza spesso, smettono di destabilizzare i mercati perché non hanno più fondi con cui speculare. Questo dovrebbe essere sufficiente per dimostrare che gli “speculatori” o stabilizzano il prezzo o si autodistruggono. Il tutto senza improbabili “azioni forti” dei governi (che non sono avvenute, peraltro), né invocazioni al magistero papale.

Forza ministro, è sulla buona strada: ancora un piccolo sforzo e il suo debito formativo sarà colmato.

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