Minima Summa – 2

Sempre per chi ha fretta:

  • L’accelerazione nelle vendite a cui stiamo assistendo in queste ore è causata verosimilmente dall’esigenza di alcuni gestori (hedge funds su tutti) di far fronte all’onda di piena dei riscatti, oltre che da altre situazioni di fire-sales. Questo ovviamente alimenta un circolo vizioso che, data la gravità della situazione, è bene rappresentato dall’espressione anglosassone death spiral;
  • Di fatto, si tratta della realizzazione del deleveraging di cui abbiamo scritto;
  • Anche per questo motivo, occorre smetterla di dire che siamo sull’orlo di una recessione globale. Siamo in recessione globale, con probabilità non basse di essere in un collasso sistemico;

Che fare?

  • In primo luogo, occorre fare l’impossibile per sbloccare il mercato interbancario, e questo può essere ottenuto istituendo una garanzia pubblica sui prestiti tra banche;
  • Occorre un’azione fiscale coordinata dei principali paesi, anche attraverso spesa pubblica diretta, perché la riduzione delle tasse (come dimostra il pacchetto di stimolo americano degli scorsi mesi) viene utilizzata soprattutto per ridurre il debito. Cosa buona e giusta per il medio-lungo termine, ma poco utile a sostenere la domanda aggregata nel breve;
  • Sarebbe ottimale un’operazione-trasparenza sulla carta tossica effettivamente presente nei bilanci delle istituzioni finanziarie e creditizie, ma essendo piuttosto difficile ottenerla, occorrono interventi simili al piano britannico;
  • Il che significa che gli Stati Uniti devono trasformare il Piano Paulson in un Piano Brown, e utilizzare i 700 miliardi di dollari per effettuare un’operazione di debt-equity swap, riacquistando i titoli tossici contro assunzione di partecipazione negli istituti coinvolti.