Cosa ha detto realmente Kouchner

Nei giorni scorsi abbiamo letto le reazioni pavloviane di alcuni strenui difensori della sciocchezza carineria proferita dal nostro premier all’indirizzo di Barack Obama. Alcuni hanno immediatamente brandito come una sciarpa strappata alla tifoseria nemica la frase pronunciata dal ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner. Ecco un razzista politicamente corretto! E la Bruni che dice, dov’è, che fa? E’ un complotto socialista-giudaico-massonico! E chi meglio di Kouchner per svolgere questa missione, by the way?

Sfortunatamente, la decontestualizzazione della frase di Kouchner e l’evidentemente scarsa dimestichezza con la lingua francese hanno giocato un brutto scherzo ai nostri tifosi:

“L’élection d’un homme plus coloré que d’habitude, avec une représentation différente de cette Amerique que l’on aime, ça…nous a tous plus ou moins transportés”

Che tradotto significa:

“L’elezione di un uomo più colorato del solito, con una rappresentazione diversa dell’America che si ama, ci ha più o meno tutti coinvolti”

In questo contesto, “più colorato del solito” è riferito al fatto che “di solito” sono i bianchi ad essere eletti presidenti degli Stati Uniti, ed Obama è “più colorato” dei bianchi. Non è una gaffe cripto-razzista, come pensano i nostri bagaglinanti d’ufficio, ma una considerazione che è anche soddisfazione per un evento epocale, l’arrivo alla Casa Bianca di un uomo di colore. Se Kouchner avesse scelto di essere meno originale e avesse detto “l’elezione di un uomo di colore alla presidenza degli Stati Uniti ci ha più o meno tutti coinvolti emotivamente”, avremmo avuto questo scoop de noantri? Tutto ciò chiarito e premesso, ai lettori la comparazione della frase di Kouchner con quella di Berlusconi. Che non è razzista, solo sciocca.

I media italiani avrebbero censurato la notizia? In realtà, vista la loro nota reattività, potrebbe essersi trattato di semplice negligenza. Oppure, se nei “mainstream media” italiani (vien da sorridere al solo pensare a questo concetto) vi sono giornalisti che conoscono il francese, avranno ritenuto di trattare questa per quello che è: una non-notizia. Oppure, molto più probabile (per i nostri cacciatori di cospirazioni all’amatriciana, s’intende), l’intera stampa francese è controllata da una cupola liberal, ed il razzismo di Kouchner è stato abilmente occultato. Anzi, se osservate bene, vedrete in penombra un giornalista-visitor che fa colazione con un pasciuto roditore. Non ve lo siete persi quello, vero?

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