Da casello a casello

L’amministratore delegato di Atlantia, Giovanni Castellucci, parlando durante un’audizione alla Camera ha dichiarato che, tornando alla normativa anteriore alla riforma-Di Pietro per le concessionarie autostradali, la sua società potrebbe avviare investimenti aggiuntivi per il 2009 per 1,5 miliardi di euro. E quali sarebbero le condizioni per avere un simile ben di dio?

”Affidando i lavori alle società in house, cosa prevista fino al 2006 prima della riforma Di Pietro, possiamo disporre di finanziamenti aggiuntivi per 1,5 miliardi”

ha detto Castellucci, considerando la quota pari a 1,4 miliardi di euro di investimenti già programmati nel piano da 25 miliardi complessivi fino al 2018.

Ottimo. Dopo la scala mobile incondizionata sui pedaggi autostradali, ecco gli appalti in house, proprio come nelle municipalizzate socialiste che ci ritroviamo, e la cui riforma non sembra essere in vetta all’agenda del governo, detto incidentalmente. Vediamo se, con la scusa dell’emergenza economica e del keynesismo di ritorno, passerà anche questo ennesimo colpo dei “furbetti del casellino”.

Concorrenza? What’s concorrenza?

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